Sapete cosa vi dico? Io NON sto con Evra

Stringerà? Non stringerà? Sembrava che da due giorni a questa parte fosse questa la domanda esistenziale di gran parte della stampa british, che, insieme al “Capello affair”, non parlava di altro. Oggi c’era Manchester-Liverpool, una delle partite più attese qua Oltremanica (non a caso è chiamato il “derby d’Inghilterra” per antonomasia) e si sarebbero re-incontrati per la prima volta Evra e Suarez, quest’ultimo appena tornato da una squalifica di otto giornate dopo che durante la gara d’andata aveva offeso con insulti di sfondo razzista il capitano del Manchester. E ci si interrogava appunto se i due giocatori si sarebbero stretti la mano a inizio gara. Purtroppo non è stato così, e le immagini parlano chiaro: Suarez sfila insieme al resto della squadra nel pre-partita davanti agli avversari, ma quando deve stringere la mano al francese tira dritto, allungando direttamente il braccio verso il portiere De Gea. A questo punto Evra gli placa quasi il braccio, forse per convincerlo a fare pace, forse solo per la stizza. Più puntuali delle polemiche sugli ingaggi a Sanremo, seguono le critiche all’uruguayano.

Nel gran marasma che ne è venuto, provo a dire la mia. Suarez sicuramente ha sbagliato. Doveva stringere quella benedetta mano e farla finita subito. E avrebbe sbagliato all’andata, quando avrebbe insultato Evra prendendosi la squalifica, ma chi può dirlo? Non ci sono immagini effettive di quel momento, così come mancano testimoni del fatto (non a caso, la partita si svolse il 15 ottobre, e la squalifica è arrivata solo a dicembre, per di più comminata soltanto sulle versioni delle due parti ascoltate dalla FA!). Non scandalizziamoci quindi per la sua (sicuramente sbagliata) reazione di oggi: lui non è un santo (vi ricordate quando all’Ajax azzannò l’orecchio di un avversario?), ma una punizione ingiusta renderebbe il sangue amaro a chiunque. E poi son sempre dell’idea che queste cose succedono in campo, e in campo devono rimanere: è l’agonismo a prevalere tante volte, portandoci a dire o fare cose che non vorremmo. Per carità, giusto punire questi comportamenti, ma è fastidioso sentire le polemiche protrarsi più del gelo invernale di questi giorni.
E poi, vi prego, piantiamola di santificare Evra: chi ha visto il finale del match si è accorto sicuramente della sua corsa “liberatoria” per festeggiare in faccia al rivale Suarez (bell’esempio di rispetto, da chi chiede di essere rispettato..). Un giocatore, per altro, già protagonista di situazioni simili: nel 2008 accusò sempre di razzismo (ingiustamente) un giardiniere di Stamford Bridge in seguito ad un diverbio, mentre con la sua Francia non si fece problemi a puntare il dito contro Gourcuff, additando lui «bianco borghese» come spia contro i «neri delle banlieue» del resto della squadra. Il francese forse ricorre un po’ troppo spesso al colore della sua pelle per risolvere altri tipi di problemi, e tutte queste coincidenze sono per lo meno sospette.
Chi c’ha perso in tutta questa storia? Non solo i due giocatori per la magra figura che c’hanno fatto, non solo la FA per la sommarietà con cui ha trattato la questione, ma tutto il calcio inglese. Oggi c’era una delle partite più attese dell’anno, il derby d’Inghilterra. L’attesa era grande. Ma, ahimè, si è fermata appena prima del fischio d’inizio. In campo c’è stata molta tensione: la partita è stata combattuta, ma comunque molto bella, Rooney ha segnato due reti pregevoli. Ma chi se n’è accorto in tutto questo gran casino?
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Un pensiero su “Sapete cosa vi dico? Io NON sto con Evra

  1. Darth Fener

    Fa piacere vedere che, anche se pochi, siamo sempre più d’uno a usare la testa.
    Sarebbe bello articolare anche sul Celentano d’Inghilterra:
    Sir Alex si permette di dire chi DEVE giocare e chi NON DEVE giocare nelle squadre degli altri, e poi va a difendere a spada tratta Catona che prova a togliere la testa a un tifoso con un colpo di kung-fu e Rio Ferdinand che non si sottopone ai test antidoping. Delle due l’una: o fai il manager e difendi sempre i tuoi giocatori fino a prova contraria (alla Mourinho o, in questo caso, alla Dalglish, ma ogni allenatore umano lo farebbe) oppure fai il dipietrista e appena uno lancia strali contro uno dei tuoi lo consegni in mano alle belve assatanate della stampa. Ma non vestire i panni dell’uno se il giocatore è dello United e dell’altro se è di un’altra squadra!!!

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