Quel lungo applauso di Anfield Road all’ex toffees

È da poco iniziato il secondo tempo. Il copione sembra lo stesso dei 45 minuti appena trascorsi: il Liverpool continua a fare la partita, impallinando un Arsenal che pare reggere solo grazie ai numeri del suo giovane portiere polacco Szczesny. Un rigore sbagliato, due pali e altre numerose occasioni: ma il risultato non sembra volersi scostare da quel 1-1 che la zuccata di Van Persie ha suggellato, replicando all’autogol di Koscielny. I Gunners sembrano assenti, soprattutto a centrocampo: su tutti, è Mikel Arteta a non trovare il suo spazio, ingabbiato dal pressing della squadra di casa. Per lui questa era una partita speciale: tornava finalmente a Liverpool, dove ha giocato per sette anni. Ma non per i Reds. Era una bandiera dell’Everton, l’altra squadra della città: ha vestito la maglia dei toffees in 174 partite, mettendo a segno pure 24 gol. Chissà quanto attendeva di poter scendere di nuovo in campo ad Anfield Road, la casa dei rivali.

È proprio lo spagnolo che, al 50’, recupera un pallone al limite della sua difesa, e cerca di far ripartire i suoi: di gran carriera però, ecco che arriva Jordan Henderson, giovane centrocampista dei Reds. Il contrasto è violentissimo: Arteta cade a terra, portandosi le mani al volto. Il gioco si ferma a lungo: i giocatori sono intorno a lui, arriva il medico, poi la barella. Pare addirittura privo di sensi: in ospedale gli riscontreranno un trauma cranico. Gli inservienti lo caricano sulla lettino: d’urgenza viene portato via, con al volto la mascherina dell’ossigeno.

A quel punto, tutto Anfield Road si alza in piedi: ti aspetteresti una bordata di fischi per il figlio dei rivali, una caterva di insulti per chi a lungo ha tenuto alto il nome di un club tanto odiato, e ora sta uscendo in barella, sconfitto. E invece, il pubblico si scioglie in un lungo applauso: più dell’infamia di aver vestito quella maglia blu, c’è l’onore delle armi, c’è il riconoscimento per uno che, seppur zoppicando, ha dato l’anima in quella partita, c’è il rispetto per la sofferenza di uno che credeva talmente tanto di riuscire ad arrivare su quel pallone che ci ha persino lasciato la faccia.

E più della sconfitta di quell’uscita in barella, c’è una vittoria: il tempio dei rivali del Liverpool in piedi ad applaudirti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...