Bastava prendere Mario in simpatia…

È bastato non tirargli le orecchie. Non chiedergli soltanto perché si comporta in questo o in quel modo. Non soffermarsi solo sulle sue bravate, che tanto infastidiscono la stampa che vorrebbe un ragazzo di 21 anni già più maturo di quello che è. Ma prima di tutto Noel Gallagher, ex leader degli Oasis, è riuscito nella sua intervista a Mario Balotelli perché, come raramente accade, l’ha saputo valorizzare, prendendolo sul serio per quello che è: un ragazzo di 21 anni.

Questo è quanto successo nell’intervista mandata in onda da “Football Focus”, un programma della BBC, che per potere avere in studio il campione del Manchester City, ha deciso di usare una formula azzardata: far intervistare il calciatore da una star della musica che tifa e stratifa per il Manchester City. Formula azzardata, ma vincente. Chissà mai se riusciremo a vedere qualcosa di simile in Italia: oddio, gli accostamenti rischierebbero d’essere un po’ azzardati (v’immaginate Ligabue che intervista Milito? Morandi con Mudingayi del Bologna? E soprattutto, Nino D’Angelo a tu per tu con Cavani?), ma sicuramente  riuscirebbero ad essere più emozionanti di qualsiasi cosa marchiata Rai Sport…

Come detto quindi, Mario faccia a faccia con Noel. Un accostamento che è piaciuto molto a Balotelli: di fronte a lui uno dei suoi cantanti preferiti. Ma pare essere piaciuto ancor di più a Gallagher, che ama il City e va fuori di testa per Balotelli. Lo adora, anche per le sue follie: «Non appartiene a noi, è di un altro pianeta», avrebbe detto una volta, replicando poi: «I tifosi dello United ce lo invidiano perché gli ricorda Cantona». Insomma, di fronte al talento italiano c’era uno che lo stimava. E che lo ha fatto cantare, sul serio.

Nell’intervista, che certo ha avuto al sua buona dose di spettacolarità e retorica, Balotelli è riuscito comunque a venire fuori nel suo aspetto meno pacchiano e ribelle. Si è tolto la sua maschera da bad boy, che tanto viene colpevolizzata dai giornali di Sua Maestà. E per una volta si è aperto. Pareva a suo agio su quel divano, e non s’è trattenuto da fare mea culpa: «Se Mancini dice che devo crescere, allora ha ragione». Poi, ecco che inizia ad accennare a ciò che lo mette a disagio: «Non dimenticatevi che ho ancora 21 anni, e sono ancora giovane. Credo comunque di essere cresciuto come testa dall’anno scorso». E, finalmente, la dice tutta: «Io sono molto riservato, qualcuno può pensare che io sia arrogante o qualcosa del genere, ma io sono fatto così. Non m’interessa sapere cosa pensano, possono dire quello che vogliono, io voglio solo camminare in città come un ragazzo normale».

Ecco quello che vuole. Chiede solo un po’ di normalità. Chiede solo di non essere guardato soltanto per le bravate fin troppo consuete in un ragazzo di 21 anni ricco sfondato. Chiede solo un po’ di normale indulgenza, un filo di valorizzazione in più. Quello che Noel è riuscito a dargli.

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