Due o tre cose che Barça-Chelsea ci può insegnare…

La mano di Cech è protesa verso il cielo. Il pallone pare distante: saranno pochi centimetri, che però sembrano quasi chilometri. Invece la sfera si stampa sulla traversa: è un impatto fragoroso, in cui pare di sentire il rumore che fa un titano quando crolla su di sé. Qui si sono infranti i sogni del Barcellona degli extra-terrestri, incapace di avere la meglio di un Chelsea operaio e ordinato, bravo a difendersi con un catenaccio d’autore e a ripartire rapido di rimessa.

Il verdetto del match di stasera parla chiaro: a vincere sono stati gli outsider, quei personaggi su cui mai avresti scommesso un centesimo, specie in un match difficile come questo, nell’inferno del Camp Nou, dove le vittorie degli ospiti sono rare quanto un atto di umiltà di Mazzarri. Invece ha vinto chi ha voluto sfruttare l’occasione, dire per una volta «no» ai pronostici che lo davano troppo presto per spacciato, e cogliere al balzo questa palla ghiotta che il caso gli ha voluto dare, nonostante si presentassero all’appuntamento con una divisa che più oscena non si poteva scegliere.

Ha vinto, prima di tutto, Roberto Di Matteo. Il confronto tra i due baby allenatori se l’è aggiudicato quello che meno era esperto, sbeffeggiando involontariamente il ben più noto Pep Guardiola. Il cambio di faccia del Chelsea degli ultimi mesi è tutto opera dell’abruzzese, capace di trasmettere, come dicevamo mesi fa, una gran voglia di divertirsi a tutto un ambiente vecchio e impolverato dalla cattiva gestione di Villas Boas. Ha ridato fiducia a Drogba, ha valorizzato Lampard e Terry, è stato persino capace di far tornare al gol il desaparecidos Torres. Con il suo catenaccio i Blues hanno centrato, oltre alla finale di Champions di oggi, anche quella di FA Cup, e sono rientrati in gioco per il quarto posto in campionato. Giù il cappello quindi per lui: e dire che solo tre giorni dopo la sua nomina, Di Matteo era già dato per partente, prossimo alla sostituzione con colleghi più di peso.

Han vinto Ramires e Torres, due giocatori quest’anno troppo spesso lontani dai buoni rendimenti che i loro nomi dovrebbero garantire. Il primo ha pagato tante volte le cattive prestazioni del resto della squadra, ma il delizioso cucchiaio con cui ha sfruttato il bel passaggio di Lampard è il digestivo migliore per mandare giù ogni chiacchiera. Il secondo, invece, pareva aver scortato come si dice la parola “gol” in inglese: 152 giorni di astinenza, tanti punti di domanda sul suo effettivo valore e altrettante voci che lo davano in partenza. Invece quando si è presentato davanti a Victor Valdes è rimasto lucido, l’ha saltato con una classe che ricordava i suoi scatti di Anfield Road, e con quel tocco ha legato il suo nome a quello della storia del Chelsea, siglando una delle reti più importanti della sua carriera.

Chi ha perso sono stati invece gli extra-terrestri blaugrana. Su tutti Leo Messi. Il Messia, il supereroe, il Dio del calcio assoluto, l’erede di Maradona, che forse ha già superato a suon di reti. 63 centri in 55 partite quest’anno, una macchina da gol spietata. Che però si è inceppata sul più bello, proprio quando la palla che doveva spingere in gol era quella più facile, cioè un calcio di rigore.

Ma quella traversa ci ricorda una cosa: nel calcio non basta essere dei. Così come non basta sommare i fattori in campo per ottenere i risultati delle partite. A vincere è chi lotta di più, chi non tira indietro la gamba sui contrasti, chi è sotto di 2-0 in trasferta e ha ancora la forza di credere nella rimonta, chi è alle prime panchine di prestigio e non ha paura di andare al Camp Nou, e chi riscopre a trent’anni e rotti di aver voglia di dire ancora la sua in campo. Con una fottuta dose di fortuna. O forse di provvidenza. Perché la palla di Messi non l’ha mica deviata Cech sulla traversa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...