Alla fine hanno scelto l’operaio perdente in cerca di palmares

Roy Hodgson sarà il nuovo ct dell’Inghilterra. Manca solo l’ufficialità, che verrà data mercoledì prossimo, ma la notizia è ormai certa: l’ex-allenatore dell’Inter è stato scelto un po’ a sorpresa, al termine di tanti mesi di discussione, durante i quali sembrava che la scelta sarebbe caduta sul collega Harry Redknapp, tecnico del Tottenham. Ma il comunicato di oggi della federazione ha stupito tutti: il presidente della FA Bernstein ha dichiarato di aver parlato sempre e soltanto con l’ormai ex-allenatore del WBA, al quale verrà offerto un contratto di 4 anni. L’Europeo inizia tra poco più di un mese, e il tempo per conoscere la squadra e organizzarla al meglio è poco. Per questo serve l’esperienza di chi ha sulle spalle tanti anni di lavoro in giro per il mondo tra Italia, Svizzera, Inghilterra e Paesi Scandinavi. Forse è per questo che Hodgson è stato preferito al più inesperto Redknapp, insieme all’alta clausola rescissoria che vincola il tecnico del Tottenham, 10 milioni di euro, una cifra che difficilmente la federazione si sarebbe sognata di sborsare in questa situazione.

A sedersi in panchina è così uno dei tecnici più longevi dell’attuale panorama inglese: le sue prime esperienze da tecnico sono datate 1976, in Svezia, cui hanno fatto seguito tante panchine, anche per le Nazionali di Svizzera, Finlandia ed Emirati Arabi Uniti. L’apice della sua carriera è stato il biennio 1995-97 all’Inter, concluso dalla finale di Coppa Uefa persa ai rigori con lo Schalke 04. Negli ultimi anni Hodgson è tornato a lavorare in Inghilterra, prima guidando il Fulham nella storica cavalcata dei Cottagers in Europa League (persa in finale contro l’Atletico Madrid), poi con la breve e deludente parentesi al Liverpool, e infine portando quest’anno a una comoda salvezza il WBA.

Un lungo curriculum da operaio, ricco di soddisfazioni, ma orfano di una parola: successo. Hodgson è un ottimo allenatore ma non ha mai vinto alcun trofeo di spessore. Può vantare solo qualche coppa tra Svezia e Danimarca e le due finali di Coppa Uefa citate. Una carenza che tante volte gli è stata rinfacciata in patria, dove solo nel 2010, dopo la finale persa col Fulham, è stato applaudito sontuosamente e tributato del premio di Manager dell’anno. Ma prima prevalevano le critiche e i fischi. Basterà la sua esperienza per sfruttare al meglio questo mese di lavoro e arrivare agli Europei con la squadra al meglio? A lui la parola. Intanto, c’è da riflettere sul comportamento della Federazione Inglese: forse si è accorta di aver sbagliato, nel caso Terry, a mettere becco in vicende che non le competevano del tutto, e ora rimpiange la competenza e professionalità di Fabio Capello? Forse ha capito che un mese di lavoro è troppo poco anche per il pupillo di tutti, Harry Redknapp, e non se lo vogliono “bruciare” per un lavoro futuro? Oppure sull’allenatore del Tottenham hanno pesato i risultati mediocri degli ultimi tre mesi? Tante domande, cui i Three Lions devono cercare di non pensare, per affrontare in tutta tranquillità l’avventura europea. Alla guida di un operaio, che cercherà disperatamente di scrivere il suo nome nel palmares di un trofeo di prestigio.

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