Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché

Segna poco, ma fa i gol pesanti. È un nome poco echeggiante, che ama stare lontano da voci di mercato e rumors extra-calcistici, ma a guardare la classifica dei giocatori più pagati al mondo, il suo portafoglio è il quinto in classifica, e tra gli inglesi ha davanti solo Wayne Rooney. E a vedere le due reti con cui Yaya Touré ha regalato la vittoria di ieri al Manchester City sul Newcastle capisci che quei soldi l’ivoriano li vale tutti.

11 milioni di euro è il suo ingaggio annuale. Guadagnano meno di lui tutti i vari bomber di casa Mancini, come Aguero, Dzeko, Tevez, Balotelli… Un dato singolare, che stride a pensare che – va detto – Touré non si contraddistingue neanche per le capacità realizzative sottorete: il suo bottino di 12 gol in 2 anni coi Citizens è buono, ma non eccelso per chi come lui ha doti da trequartista. Eppure nessuno si scandalizza a pensare a tutti quei milioni per un centrocampista, perché l’apporto dell’ivoriano in mezzo al campo è unico. Anche ieri contro i Magpies si è visto, e non solo per la doppietta: l’ivoriano è ovunque, dai suoi piedi partono gran parte delle azioni degli Sky Blues, che sanno anche di poter contare assai spesso sul suo apporto quando c’è anche da difendere, dove Touré può servirsi al meglio dei suoi centimetri sulle palle alte e della sua forza fisica per fermare gli avversari. E sulla linea dei 30 metri è ottimo, sia quando si tratta di provare il tiro dalla lunga distanza, sia quando si tratta di dare la palla a qualche compagno.

E poi, come detto, quel vizio per il gol. Reti rare le sue, ma sempre pesanti in questi due anni di Manchester: lo scorso anno regalò con un suo sinistro vincente la FA Cup a Mancini in finale contro lo Stoke, mentre quest’anno i suoi gol hanno accompagnato a più riprese la galoppata di rincorsa del City sullo United, culminata nelle due perle di ieri pomeriggio.

Ma c’è di più. Il ruolo di Yaya Touré nel gioco del City risponde a tutti quelli che criticano Mancini e il Man City, colpevole di affidarsi troppo al gioco delle singole star che ha in rosa, e di deficitare in gioco di squadra. Il fatto che l’ivoriano risulti spesso così importante è proprio per il valore che il suo gioco ha, sempre propenso ad impostare azioni, far partire in profondità i compagni, illuminare il centrocampo con passaggi vincenti. Insomma, il suo stile di gioco è letteralmente finalizzato a tutta la squadra, che quest’anno ne ha tratto il massimo beneficio. Un dato che trova conferma anche nel fatto che quando l’ivoriano è mancato per gli impegni di Coppa Africa, i Citizens hanno passato uno dei loro momenti più difficili, non tanto sul piano dei risultati, quanto su quello della bellezza del gioco.

Ecco spiegato quindi perché il Manchester City si permette di avere Touré come secondo giocatore più pagato della Premier. Ora, con la vittoria di ieri il titolo è ad un passo. Resta un ultimo match, quello del 13 maggio contro il QPR: se i ragazzi di Mancini dovessero vincere, una contemporanea vittoria dello United risulterebbe vana (a meno che non riesca ad imporsi sul Sunderland con un passivo di almeno 10 reti…). E allora, Touré potrà festeggiare al meglio il suo ventinovesimo compleanno. Che, guarda caso, cade proprio domenica.

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