Il samurai Hoketsu: a Londra un’attesa olimpica lunga 48 anni

Non è il più vecchio di sempre alle Olimpiadi. Il record dello svedese Oskar Swahn, argento nel tiro a segno dei giochi di Anversa a 72 anni e 10 mesi, è là avanti di poco. Ma i 71 e 4 mesi di Hiroshi Hoketsu valgono al fantino giapponese l’onere di essere l’atleta più stagionato almeno di Londra 2012, oltre a permettergli di detenere una storia per lo meno singolare. Da quasi cinquant’anni la sua passione olimpica è una goccia che cade lenta, senza mai morire prosciugata.

Nel 1964 Hiroshi partecipò al primo torneo olimpico di equitazione: i giochi casalinghi di Tokyo videro il ragazzo 23enne piazzarsi 40esimo nella prova di salto a ostacoli. Una breve apparizione, conclusa con un risultato tutto sommato anonimo. Ma i giapponesi, si sa, sono famosi per la longevità e la pazienza. Hoketsu è così: silenzioso come una pioggia fine primaverile, ma dentro impetuoso come un’onda oceanica, il fantino deve attendere il 1988 per ripresentarsi ai giochi olimpici.

Ma a Seul è sfortunato, il suo fedele cavallo si ammala e lui è costretto a rinunciare alla gara. Solo 4 anni fa, a Pechino, finalmente ogni attesa è sfociata nel mare più desiderato e Hoketsu torna a rappresentare il Giappone nei giochi a cinque cerchi: nel Dressage a squadre arriva nono, 35esimo in quello individuale. «Avevo dato tutto me stesso ai giochi di Tokyo 1964», raccontava mesi fa a un quotidiano giapponese. «Sebbene fossi troppo giovane per apprezzare il richiamo di quell’occasione, la mia aspirazione alle Olimpiadi non mi ha mai lasciato. Questo è il motivo per cui sono stato in grado di tornare dopo 44 anni».

Ma dopo la calma apparente, ecco che torna l’alta marea, e a marzo di quest’anno c’è stata una nuova sorpresa: qualcuno lo dava per finito, invece Hiroshi è tornato ancora a vincere. Stavolta in Francia, in una gara che gli è valso il pass per le Olimpiadi di Londra. Le emozioni fanciullesche sono una cascata impetuosa che non riesce a essere trattenuta dall’elegante vestito da fantino: «Sono felice di partecipare ai giochi di Londra. Devo dire un grande grazie al mio cavallo, Whisper, che ha sofferto un infortunio la scorsa stagione, ma ha fatto un recupero miracoloso con l’aiuto dello staff medico». Non sarà la sua una semplice apparizione di rappresentanza, non scenderà in campo solo per calcare la formale passerella che spetta all’atleta più anziano.

Hiroshi vuole cercare di migliorare il più possibile il suo risultato: «Ho continuato a competere alla mia età attraverso continui sforzi e lavorando a stretto contatto col mio cavallo, che è il mio caposquadra. Spero di dimostrare che nonostante l’età gli obbiettivi possono essere raggiunti attraverso la dedizione e la diligenza». Il sogno olimpico di Hiroshi è un fiume che scorre lento da 48 anni. Un nobile cavaliere giapponese cavalca da quasi mezzo secolo la sua voglia di vincere, con eleganza e pazienza. Chissà se quell’acqua finalmente sfocerà nel tanto atteso mare della vittoria.

 

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