E la “Class of ’92” del Manchester United diventa un film

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«È un film allora, questo?»
«Sì».
«Non per la televisione, quindi…».
«No, Paul».
«Ciò significa quindi che ci sarà una prima ufficiale?»
«Sì, probabilmente ci sarà».
«E ci dovrò venire?»
«A noi farebbe piacere tu ci possa essere. Ma te vorresti?»
«No. Non così tanto».

manchester-uniteds-the-class-of-92-film-posterNon è un caso se il Paul in questione era chiamato il “Silent Hero”, l’eroe che senza mai dare nell’occhio è stata una delle anime dello United di Ferguson. La sua storia è quella di un propulsore inossidabile ma timido, di un motorino nascosto ma dal serbatoio senza fondo. E dev’essere andato più o meno così il dialogo tra lui, Paul Scholes, e Gabe Turner, il regista che insieme al fratello Ben porterà il prossimo dicembre nelle sale del Regno Unito il cine-documentario “The class of ’92”, che ricostruisce le albe calcistiche di quei sei ragazzi che, insieme al “Ginger Lord”, hanno fatto la fortuna dei Red Devils di Sir Alex. David Beckham, Nicky Butt, Ryan Giggs, Paul Scholes, Phil e Gary Neville: il film racconta le loro avventure sportive, una parabola che parte con la vittoria nel ’92 della FA Youth Cup in maglia rossa, fino a toccare il cielo con la Champions vinta nel ’99.

La pellicola sarà nelle sale solo l’1 dicembre, già il giorno dopo verrà distribuito in Dvd, e cerca di ricostruire l’incredibile epopea sportiva di questi ragazzi attraverso punti di vista diversi: i loro, in primis, ma anche quelli dei loro compagni nel settore giovanile dello United. Nomi, alcuni, poi diventati famosi con altre maglie, come il gallese Robbie Savage o l’ex-Newcastle Gillespie; altri che invece purtroppo il successo hanno potuto soltanto assaporarlo dai racconti dei vecchi compagni, arenandosi nella melma del non-professionismo: Raphael Burke, George Switzer, Andy Noone (il primo, in particolare, a detta di Giggs doveva essere il migliore della classe, ma poi rimase ai margini della squadra, si perse tra prestiti e cessioni, per poi trovarsi in breve impiegato per un’azienda di computer) . Ma i registi hanno voluto ricreare anche lo spirito del calcio inglese degli anni Novanta, e il clima della Gran Bretagna di quel tempo: ai ricordi di Zidane, Cantona e Harrison (allenatore di quell’Academy dello United) si alternano le voci del regista Danny Boyle e niente meno che dell’ex-premier inglese Tony Blair.

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