L’FA Cup, il traffico londinese e i portieri. Storie da Wimbledon

AFC Wimbledon v Coventry City - FA Cup First RoundSarà che quando il Wimbledon si presenta in FA Cup c’è sempre un po’ di speranza di rievocare le impresa della vecchia Crazy Gang e di riuscire a fare lo scalpo a qualche club un po’ più grande: nessuno ha la pretesa, ovviamente, che possa riproporsi quanto accadde nell’88, quando i ragazzi che con la maglia giallo-blu uscirono vittoriosi da Wembley ai danni nientemeno che del Liverpool. Però quella coppa è un’amica di famiglia per i Dons, e da quando il club londinese ha toccato il fondo della sua storia e ora si ritrova quella sigla, “AFC”, a inizio del suo nome, l’FA Cup rimane una terra promessa verso cui spingersi con la legittima brama di chi vuole tornare a riappropriarsi della propria storia. Ieri sera poteva essere l’occasione per fare ancora da “giant killer”, tentando di mettere in ginocchio il Coventry, che certo non sarà un club di Premier, ma naviga una serie avanti al Wimbledon, quanto basta per offrire una motivazione in più al primo turno di coppa.

Invece è stata la serata storta che ogni tifoso vorrebbe evitare, quella in cui sfiga ed errori si assommano, e il pensiero paradossalmente più catastrofista prende forma. Ok, forse stiamo dando enfasi eccessiva alla “vicenda portiere”, che di fatto ha però segnato l’intero match. La partita di ieri infatti è cominciata con 15 minuti di ritardo poiché Ross Worner, numero uno dei Dons, allo stadio non era ancora arrivato. A bloccarlo per strada era stato un incidente, che secondo tanti ha deciso la partita. Perché il tempo trascorreva, l’estremo difensore non arrivava e così tra i pali c’è finito Seb Brown, il suo secondo. Seb era stato il portiere del Wimbledon negli anni delle promozioni dalla National Conference, ma a difendere la porta del club non ci tornava da quasi 12 mesi, proprio da quando aveva regalato almeno due reti allo York al primo turno di FA Cup della scorsa stagione. Con un precedente simile, in un match importante perché pure in diretta tv, frastornato dalla maglia titolare ricevuta all’ultimo, Seb ha accusato il colpo, eccome.

La partita si era anche messa bene per la squadra di casa, passata in vantaggio dopo un bel primo tempo con l’incornata vincente di Smith. Ma il pareggio è tutto sulla coscienza di Brown, che si è fatto sfuggire un cross facile di Cyrus Christie, lasciando la porta sguarnita all’1-1 di Wilson. Il resto è la cronaca di una squadra ancora poco matura che si è trovata con le gambe tagliate, costretta dallo scorrere dei minuti ad alzare bandiera bianca davanti ad un 11 più esperto e ad un portiere avversario, lui sì davvero decisivo: Murphy si è superato in più occasioni, e il match è finito 3-1 per gli Sky Blues. Quando Worner è riuscito ad arrivare allo stadio era tardi: l’ora dei sogni di gloria del Wimbledon ormai era suonata.

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