E venne il giorno di Gibilterra. Tra le grandi d’Europa, con uno scarto di Sir Alex

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La bizzarria del pallone formato piccole Nazionali sta tutta nella storia di Danny Higginbotham: 34 anni, una carriera che sboccia nelle giovanili del Manchester United senza però trovare spazio tra gli undici di Ferguson, e da lì un mediocre vivacchiare tra Premier e Championship, scivolando pian piano verso la Conference dove ora si gode gli ultimi anni di attività sportiva al Chester. Bene, ora che i titoli di coda sono in fase di scrittura e presto s’inseguiranno a chiudere gli anni da calciatore di Danny, ecco che per l’ex-Red Devils arriva la prima, impensabile, convocazione in Nazionale.

A chiamarlo non è stato, ovviamente, Roy Hodgson e l’Inghilterra, bensì Allen Bula, allenatore della rappresentativa di Gibilterra, che stasera farà il suo esordio ufficiale come Nazionale iscritta alla Uefa nel test amichevole contro la Slovacchia. La piccola rocca sospesa tra Europa ed Africa (29mila abitanti) diverrà così lo Stato più piccolo a prendere parte ai programmi dell’ente calcistico del Vecchio Continente, per poi entrare ufficialmente in gioco nelle qualificazioni all’Europeo del 2016 che prenderanno il via dopo il Mondiale di Brasile. E sul promontorio a sud della Spagna c’è una strana attesa, per quanto il match di domani non sarà giocato qui ma in Portogallo, a Faro, dove la federazione calcistica di Gibilterra ha scelto la sede delle sue gare casalinghe, costretta ad abbandonare il locale Victoria Stadium, troppo piccolo (solo 2mila posti a sedere).

higgo_1270859aLa convocazione per Danny Higginbotham non è arrivata via Twitter, ma quasi: perché il ct Bula è sì suo zio, ma da tanti anni i due non si sentivano, e per ristabilire i contatti con lui ha usato proprio il social network. Danny è selezionabile perché suo padre era ufficiale dell’esercito britannico, e negli anni Settanta stazionò a lungo a Gibilterra dove conobbe quella che poi divenne sua moglie. La donna era spagnola, ma sua madre era del promontorio: così Danny ha ricevuto in eredità un quarto di sangue gibilterriano, quanto basta perché 34 anni dopo la sua carriera potesse essere investita da questa singolare nuova sfida, dando ordine ed esperienza ad una rosa di ragazzi quasi tutti non professionisti.

Quasi tutti, perché in realtà, oltre a Danny, altri due compagni vengono dalle leghe inglesi: uno è Scott Wiseman del Barnsley e l’altro è Adam Priestley, dal Farsley. Gli altri sono gambe che di soldi per giocare al pallone non ne hanno mai visti, o al massimo si sono fermati a qualche premio partita: quelli che possono garantirgli i club del piccolo campionato locale, una lega curiosa che conta in tutto poco più di 1500 tesserati, ma ha un grande spirito d’appartenenza e si rifà, per storia e tradizione, alla Madre Patria Inghilterra. Un riferimento che c’è pure tra i nomi dei club: c’è un Manchester United che però è nato nel 1962, un Britannia, un Chelsea e un Newcastle, e per non farsi mancare nulla c’è persino un Boca Juniors. Forze inesperte, che bussano alle porte dell’Europa, e che stasera entreranno accompagnate da un vecchio scarto di Sir Alex in cerca di una seconda giovinezza.

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