L’incredibile finale del Somerset derby

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«In tutto il mondo, ci dicono, in ogni momento ci sono tot di persone che nascono, muoiono, concepiscono un figlio, oppure si trovano una pistola puntata addosso. A me piace pensare che in ogni istante da qualche parte nel mondo un giocatore dilettante qualsiasi stia segnando un gol straordinario. È successo a chiunque abbia giocato a calcio. In qualche occasione, fosse anche una volta sola, abbiamo spedito la palla in gol da 25 metri, lasciando di sale il portiere, oppure abbiamo incornato il pallone (a occhi chiusi, ovviamente) spedendolo nel sette come una fucilata. Non tutti gli sport offrono questa emozione. Quante volte può capitare, andando alla piscina comunale, che qualcuno batta il record del mondo? Eppure, per la legge delle probabilità, ogni domenica un pancione bolso che passa le giornate al pub segna un gol splendido quanto quelli dell’inarrivabile Pelé e del possente Bobby Charlton. Può accadere ovunque e se si sa aspettare abbastanza succederà praticamente dappertutto. È questo il bello del calcio: qualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta in mezzo tra i due opposti». (Chris Pierson in Il mio anno preferito – N. Hornby)

È una piacevole illusione credere che Pierson abbia scritto queste righe ieri pomeriggio da Twerton Park, casa del Bath City. I Romans vivono in quel fango godibile della provincia britannica che si chiama non-league, dove club anche dal curriculum centenario si trovano a giocare un calcio dal lignaggio infimo, dove se vieni promosso tra i professionisti ti sembra di aver vinto la Champions e dove i big match non sono altro che i derby contro le rivali di un secolo. Nello specifico dei bianconeri, un passato anche da finalisti della Coppa Anglo-Italiana 1977 (persa col Lecco), l’avversario si chiama Weston super Mare, penultimo in National League South (sesto gradino della piramide calcistica inglese): le due squadre danno vita al sentitissimo (827 i paganti) “Somerset derby”.

Eppure basta che ci sia un rettangolo verde predisposto al calcio e l’incredibile può sempre accadere. Quello di una partita giocata con toni mediocri per 90 minuti, durante i quali il bel gioco ha dovuto fare i conti con lo stress per la gara di cartello (e forse anche col fatto che, in fondo, siamo nel corrispondente della Promozione italiana). Poi, al 91esimo gli ospiti passano in vantaggio con Wilson, vigoroso attaccante di colore: riceve al limite, si libera di un avversario e scarica all’angolino. 1-0 e festa coi tifosi sugli spalti, illusi di aver pescato nel modo più appagante la vittoria che può dare la botta di morale, una spinta in classifica verso la salvezza, che vale ancora di più perché ottenuta contro quei dannati del Bath. Invece no: due minuti dopo corner per i Romans, incornata diretta all’angolino e mano di Ingram, che neanche protesta quando l’arbitro gli fa capire di non aver abboccato al suo salto scomposto. Rigore di Harvey e 1-1. Finita qua? Macché, neanche il tempo di battere e il calcio si mostra in tutta la sua maledetta bellezza. Gli attacchi ospiti si fiondano in avanti alla disperata, la difesa di casa argina e dà palla a Harvey, che dalla metà campo alza la testa e progetta un capolavoro in tempo zero. Vedere per credere. Ah, il video qui sotto va guardato con l’audio a tutto volume. Poi provate a dare torto a Chris Pierson.

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