St James’s Gate, ovvero il club di calcio della Guinness

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Quando il calcio era passatempo delle working class, anche Dublino aveva la sua squadra lavoratrice. Si chiamava St. James’s Gate, e a chi ha messo piede almeno una volta nella capitale irlandese può ricordare unicamente una cosa: la birra Guinness. E in effetti il club era nato proprio per permettere di giocare a football ai dipendenti di una delle fabbriche più note della città, un po’ come successo per club quali Bayer Leverkusen, Psv Eindhoven o Wolfsburg.

Pog Mo Goal ha ricostruito bene la storia di questo piccolo club, ancora in vita oggi, sebbene abbia abbandonato i lustri di un tempo e ora si sia perso nei meandri delle categorie minori locali, condividendo il centro sportivo con altre polisportive. Fondato nel 1902 da John Lumsden, ufficiale medico della fabbrica di birra, era club di operai, particolarità abbastanza diffusa nel calcio irlandese dell’epoca. Negli stessi tornei disputati dal Gate c’erano infatti squadre come lo Jacobs (dell’omonima fabbrica di biscotti), il Midland Athletic (squadra dei ferrovieri), la Fordsons (club dei dipendenti dello stabilimento Ford di Cork) e il Dundalk (ferrovieri pure loro).

Quando poi negli anni Venti il paese andò incontro alla sua indipendenza e nacque la League of Ireland, ecco che il St James’s Gate fu proprio tra le otto squadre (tutte di Dublino) fondatrici. Alla prima stagione, 1921-22, il club della birra portò subito a casa il titolo, completando il suo personale treble con Free State Cup e Leinster Senior Cup. Per il resto sarà un’altalena continua di risultati, con un secondo titolo in bacheca ottenuto soltanto nel 1940 e, da lì in poi, un costante declino fino ai giorni nostri.

Eppure il contributo che diedero al pionieristico movimento calcistico irlandese fu molto grande. Anche perché qui, negli anni Trenta, mosse i suoi primi passi da calciatore Johnny Carey, che poi fu capitano del Manchester City e guidò l’Irlanda a Goodison Park nel ’48, quando i contadini irlandesi inflissero ai maestri inglesi la prima storica sconfitta sul loro suolo. Un match perfetto, almeno quanto una pinta di Guinness spillata come Dio comanda e lasciata riposare il tempo giusto.

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