La squadra ha solo 8 uomini, in campo ci vanno 3 tifosi. Reduci dal pub

B9LZZODCYAEWR5J.jpg

La chiamano «Pints and Pie Match», la partita delle pinte e dei tortini. Tre classici da pub inglese, e in effetti la storia è nata proprio al pub. Ma il suo finale, invece, si è scritto in campo, quello del Drill Field, l’arena del Northwich Victoria. Dove nel 1986 il club di casa doveva giocare in Conference contro il Maidstone ma era a corto di uomini, così fu costretto a schierare in campo tre tifosi, raccattati proprio dietro al bancone.

D’altronde il calendario va onorato sempre, anche quando tra influenze e infortuni non si riesce ad arrivare nemmeno a 11 giocatori. Stuart Pearson, tecnico dei Vics, avrebbe preferito in realtà rinviare la gara, e nei giorni precedenti aveva fatto più di una richiesta alla federazione. Ma a capo della lega c’era Jim Thompson, guarda caso presidente proprio del Maidstone: alternative e giocare nel giorno stabilito non ce n’erano. Al mattino il tecnico è sicuro di scendere in campo solo con 8 effettivi, il presidente Derek Nuttall si prodiga per trovare altri 3 giocatori arruolabili ma niente. Resta solo la lounge area del social club del Northwich: «Non c’è nessuno che oggi vorrebbe giocare a calcio?», butta lì tra i tifosi increduli, davanti a una birra un’ora prima della gara. Tre alzano la mano: «Uno doveva andare a casa a recuperare le scarpe, l’altro ce le aveva nel bagagliaio della macchina, mentre il terzo era quello che di solito faceva lo speaker», racconterà più avanti Nuttall al Guardian.

Si chiamano Steve Garnett, Mark Fogg e Rick Parkin. Uno di loro si è appena sgolato due pinte di birra e un pasticcio di maiale, ma poco importa. Forse Stuart Pearson si aspettava altro, ma la gara sta per cominciare e c’è poco da fare: «Appena vi arriva la palla, passatela a Gordon Hill», dice ai tre, indicando l’ex-giocatore del Manchester United finito al Northwich per chiudere la sua carriera. A fine partita il tabellone dice qualcosa di incredibile: Northwich Victoria 1-1 Maidstone.

«I tre giocarono bene, non ti saresti accorto che non erano professionisti», ha spiegato ancora Nuttall. «Un paio di loro aveva avuto esperienza da calciatore amatoriale, erano così felici di poter giocare per la squadra che amavano». Chi invece fece una figuraccia fu il Maidstone: «Erano imbarazzati. La lega ci chiamò per chiedere spiegazioni». Ma il risultato era valido: «Divenne la “Pints and Pie Match”, si interessarono di noi da tutto il mondo».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...