C’è troppa nebbia e il match viene sospeso. Ma al portiere nessuno lo dice

3424648.jpg

«Che diavolo ci fai qua tu? La partita è stata sospesa un quarto d’ora fa e il campo ora è totalmente vuoto». Dev’essere andata più o meno così quel Natale del ’37, quando un poliziotto s’avvicinò incredulo a Sam Bartram, portiere del Charlton, avvolto nella nebbia di Stamford Bridge. Poco prima l’arbitro aveva detto basta, tutti negli spogliatoi che c’è troppa poca visibilità per giocare una partita di calcio. Ma nessuno era corso fino all’area di rigore di Sam per avvisarlo dello stop, e lui era ancora lì, un po’ incredulo che i suoi fossero tanto bravi nello schiacciare gli avversari del Chelsea, senza concedergli un istante tregua.

Sembra una barzelletta, ma non lo è. Tutt’altro, è l’omaggio più bizzarro lasciato al calcio inglese da un suo grande interprete, che ebbe la sfortuna di non riuscirsi mai ad affermare del tutto (per i giornali fu «il miglior portiere a non aver mai vestito la maglia dell’Inghilterra») ma ebbe il merito di sapersi far apprezzare là dov’era, il Charlton, club che lo ingaggiò negli anni Trenta quando era in Terza Divisione e con lui arrivò all’apice della piramide calcistica britannica. Coi londinesi Sam  giocò fino agli anni Cinquanta, disputando poco meno di 600 partite. Nel ’54, quando aveva 40 anni, sarebbe diventato il miglior giocatore d’Inghilterra, non fosse stato per un certo Tom Finney, che finì davanti a lui in graduatoria. Oggi, se andate fuori dal The Valley di Londra, c’è proprio una statua di Bartram in bronzo, qui posizionata nel 2005, così come il ristorante del club porta il suo nome.

78946309.jpg

Allori che danno lustro, ma che non dicono appieno della stravaganza del personaggio. Uno che quando si sposò lasciò la moglie appena dopo l’uscita dalla chiesa per correre allo stadio e giocare: che diamine, c’era Charlton-Middlesbrough il ricevimento di nozze poteva attendere. Ma il meglio fu in quella gara di Natale del ’37, contro il Chelsea. Fu lui stesso, anni dopo, a raccontare l’episodio: la partita sull’1-1, la nebbia che cala con decisione, la decisione dell’arbitro al 61esimo. «Camminavo avanti e indietro verso la linea di porta, felice di vedere che il Chelsea veniva schiacciato nella sua metà campo. Ovviamente, però, non stavamo mettendo la palla in rete. Il tempo passava, e mi sono affacciato diverse volte oltre la linea dell’area di rigore, scrutando nell’oscurità, che si faceva sempre più spessa. Ma ancora non riuscivo a vedere nulla. La difesa del Chelsea chiaramente si stava facendo in quattro…». Poi, appunto, l’arrivo del poliziotto e la scoperta che la gara era stata fermata già da un pezzo: «Quando andai a tentoni verso lo spogliatoio, i compagni del Charlton, già fuori dalla doccia e in abiti civili, si stavano contorcendo dalle risate».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...