Il giornalista che ha tifato per una vita il suo club e a 72 anni ne è diventato allenatore

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E’ una storia d’amore iniziata in tenera età quella tra Martin Tyler, popolare telecronista inglese, e il Woking, piccolo club di National League. A 8 anni la prima partita vista dei Cardinals e una scintilla che scatta, poi tenuta sotto silenzio per una vita per ragioni professionali. E infine, lo scorso gennaio, la rivelazione: «Ma quale Man Utd, io tifo Woking», disse, più o meno, in un’intervista, smentendo chi voleva per forza trovare una squadra del cuore di alto livello ad una delle voci più esaltanti della Premier League. Pochi giorni fa, poi, ecco l’ennesimo sviluppo di quella storia d’amore, forse il più bello: Tyler sarà infatti secondo allenatore del club nella prossima stagione, affiancando Alan Dowson.

E pensare che era il 1953 quando Tyler vide la prima partita del Woking, in quello stesso stadio, Kingfield, dove il club tutt’ora gioca. Ancora ricorda come andò quella giornata: «Prendemmo un pullman, credo il 437, che ci portò a circa 200 yard da casa, lasciandoci esattamente fuori dal campo», ha raccontato al Guardian. Per quella gara contro il Kingstonian in Fa Amateur Cup c’erano 3mila tifosi, la colpito finì 4-1, ma ciò che più impressionò il piccolo Martin fu la divisa della squadra: «Fui davvero preso dalle due metà, bianche e rosse, che è rimasto il mio completo preferito fino ad oggi. Mi dispiacque molto poi quando il Woking, più tardi, divenne tutto rosso. Fu così che divenni un tifoso e volevo sapere tutto della squadra, tanto che leggevo voracemente il giornale». Poche settimane dopo, eccolo di nuovo al campo, stavolta per vedere la squadra perdere 4-1 col Wimbledon: «Così, nei miei primi due match, sperimentai la felicità di una vittoria per 4-1 e la sofferenza di una sconfitta per 4-1. Imparai in fretta che essere un tifoso non è soltanto una gioia».

Un altro episodio singolare accadde 15 anni fa, quando, per una sola gara, Tyler indossò la maglia del suo Woking. Merito di Glenn Cockerill, allenatore dell’epoca: «Aveva apprezzato molto quanto significasse per me il Woking, quindi mi chiese se avessi voluto essere una riserva per la prima squadra. Gli dissi che, come tifoso del Woking, l’ultima cosa che avrei voluto vedere è qualcuno come me che entra in campo: “Non voglio avere nulla a che fare con questa cosa, che è semplicemente ridicola”. Mi disse: “Abbiamo pochi giocatori per la panchina e siamo a fine stagione, non ti piace come cosa?”». Tyler cedette, e non andò nemmeno male: «Dovetti pure firmare un modulo, dato che fui tesserato regolarmente. Quindi giocai l’ultima partita della stagione in Capital League, vincemmo pure, battendo 3-0 l’Harrow Borough. Avevo 58 anni, mentre i due centrali che mi marcavano avevano 18 e 19 anni: mi guardavano un po’ inorriditi».

15 anni dopo, eccolo quindi in panchina assieme a Dowson, appena nominato allenatore del club, reduce da una stagione difficile culminata con la retrocessione in National League South. Col neo tecnico Tyler ha già lavorato, affiancandolo in panchina per vari club: Hampton & Richmond, Kingstonian,Walton & Hersham. Ma stavolta, al Woking, avrà una motivazione in più per farlo.

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