La Championship ha messo la cresta (sognando un altro Sessegnon)

LampardTunnelBanner.jpg

Lampard, Bielsa, Karanka, e ancora Pulis, McLaren, Rowett, Steve Bruce… La Championship ha messo la cresta, e basta la lista dei manager ai nastri di partenza per capirlo. Salutati due giganti come Wolves e Cardiff, applaudita la cavalcata vittoriosa del Fulham (23 partite senza sconfitte dopo Natale per arrivare ai play-off e vincerli), la seconda divisione inglese è pronta al via questo fine settimana, cominciando una eterna trafila di partite che si concluderà solo a fine maggio. 24 squadre in corsa, più di 500 match previsti per un torneo snervante e faticoso. Una meraviglia dove, forse, non brillano fuoriclasse ma i tifosi ci sono sempre, tanto da essere il terzo campionato più seguito al mondo.

In effetti a guardare il clima che si respira negli stadi sembra quasi che il sacro fuoco del calcio britannico si sia nascosto qui, sempre più lontano dai grandi palcoscenici di Manchester e Londra. L’affluenza negli stadi è alta, gli investimenti crescono (ci sono proprietari di ben 13 Stati diversi: Usa, Egitto, Arabia, nazioni asiatiche, Italia e perfino Grecia), i nomi del club fanno sempre sognare, con compagini leggendarie come Leeds, Forest, Qpr, ma pure grandi squadre appena retrocesse come Wba, Swansea e Stoke (ma attenzione, raramente capita che un club sceso dalla Premier azzecchi subito la stagione del ritorno). In un momento cruciale per il calcio britannico, dove la nazionale inglese è tornata a brillare ad un Mondiale e le sue formazioni giovanili inanellano ottimi risultati nei tornei europei, avere una serie B tanto vivace può solo fare bene. Un nome su tutti, quello di Ryan Sessegnon, 18enne che ha guidato in Premier il Fulham lo scorso anno con ben 16 reti da esterno.

Per la stagione al via i talenti da tenere d’occhio sono sicuramente Mason Mount (Derby County, ma in prestito dal Chelsea), miglior giocatore dell’Europeo U17 dello scorso anno, Harvey Barnes (in prestito dal Leicester al Wba), centrocampista dal gol facile, e Harry Wilson, (altro Rams, in prestito dal Liverpool) ’97 già in nazionale gallese. Poi c’è il capocannoniere della scorsa stagione Matej Vydra (Derby County anche lui) e il suo vice Grabban (Nottingham Forest), il ribelle irlandese James McClean (passato dal Wba allo Stoke), l’ex Barça Adama Traorè (Middlesborough), i portoghesi João Carvalho e Diogo Gonçalves (Forest), il congolese Benik Afobe (Stoke) e il centrocampista del Brentford Ryan Woods. E infine Mohamed Eisa, del Bristol, attaccante 24enne che ha una carriera strana: sudanese (ma cresciuto a Londra), solo due anni fa giocava al nono gradino del calcio inglese (Kent League), per poi guadagnare categorie a suon di gol (23 quelli segnati la scorsa stagione al CheltenhamTown, League Two). In un calcio dove troppo spesso si cerca il talento all’estero, tanti prima di lui hanno seguito lo stesso percorso: Holt, Lambert, Gayle e, pure un certo Jamie Vardy.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...