Sì, esiste pure l’allenatore delle rimesse laterali, al Liverpool. E vuole rivoluzionare il calcio

 

Il-Liverpool-prende-un-allenatore-per-le-rimesse-laterali-lo-specialista-Gronnemark.jpg«Devo essere onesto, non ho mai sentito parlare di un allenatore delle rimesse laterali. Quando ho sentito di lui era chiaro che avrei voluto incontrarlo. Quando l’ho conosciuto ho capito che lo volevo ingaggiare». Non si fa problemi a raccontare come andò quell’incontro Jurgen Klopp, maestro di calcio a Dortmund e oggi a Liverpool. Per i Reds ormai da qualche mese è al lavoro Thomas Gronnemark, 42 anni danese, un passato da atleta e bobbista per la sua nazione, oggi primo allenatore delle rimesse laterali che il calcio conosca. Allo scandinavo appartiene il record di “throw-in” assoluto, con una distanza di 51,33 metri coperti lanciando la palla con le mani. Numeri che lo hanno avvicinato ormai da diversi anni a più club europei (in passato ha lavorato in patria con Horsens, Midtjylland e per alcune squadre di Bundesliga), con l’obbiettivo di rivoluzionare le rimesse laterali, troppo spesso considerate quasi inutili per schemi e giocate.

«So che si tratta in assoluto del lavoro più strano al mondo», diceva qualche giorno fa, scherzando, alla Bbc. Gronnemark contava i falli laterali che ci sono stati in un match qualsiasi, Liverpool-Leicester: 54 per la squadra di casa. Quanti di questi veramente vengono effettuati nella loro più totale potenzialità? «Se pensate che i calciatori professionisti possano essere throwers di livello mondiale senza allenarsi, beh, siete ottimisti. Lo standard è abbastanza basso. Un focus sulle rimesse laterali può salvare i piccoli club, come fosse una tecnica per sopravvivere. Per chi sta invece ai vertici dei campionati, può favorire uno stile di gioco più fluente. Non importa quale sia la posizione in classifica, le rimesse laterali sono un vantaggio».

La scienza di Gronnemark oggi si orchestra attorno a tre lezioni: le rimesse laterali lunghe, quelle rapide (utili per lanciare contropiedi) e quelle intelligenti, che servono a mantenere il possesso palla quando si è sotto pressione. E dalla sua ci sono i numeri: quelli, ad esempio, di Midtjylland e Horsens, che lo scorso anno hanno segnato 10 gol a testa su rimesse laterali lunghe. O ancora, quelli di Andreas Poulsen, ex giocatore del Midtjylland, che sotto i suoi dettami ha migliorato incredibilmente lo score le sue rimesse laterali: da 25 metri a quasi 38. Secondo Gronnemark ci sono 25-30 aspetti tecnici su cui lavorare per avere il fallo laterale perfetto: «Mi soffermo su qualsiasi cosa immaginiate. Non è soltanto la tecnica della rimessa, ma anche come riceverla, come fare la rincorsa migliore, il posizionamento, creare spazio».

Il pensiero corre così ad alcuni maestri di questa strana arte. L’estone Hristo Kallaste era famoso, negli anni Novanta, perché dava maggior spinta alla sua rimessa laterale con una capriola, mossa che ha tentato, agli scorsi Mondiali, anche l’iraniano Milad Mohammadi, nel match contro la Spagna, ma senza troppa fortuna. Nulla, però, batte l’irlandese Rory Delap. Da giovane era giavellottista, e così si è fatto la mano. Poi è diventato calciatore, giocando dal 2007 al 2013 allo Stoke, club per il quale ha propiziato più di una rete grazie alle sue rimesse laterali fuori dalla norma. È stato calcolato che le palle da lui lanciate coprivano una distanza media di 30-40 metri, arrivando anche a 60 km/h. Erano, insomma, dei calci d’angolo o punizioni aggiuntive, attese dal pubblico e dai compagni con grande enfasi (si pensi che, ad ogni rimessa, un raccattapalle gli allungava un asciugamano per migliorare la presa sul pallone), e con enorme spavento dagli avversari. «Bisognerebbe cambiare la regola e introdurre le rimesse laterali coi piedi», disse l’allenatore dell’Arsenal Wenger, piccato, dopo aver preso due gol dallo Stoke su rimessa laterale nel 2009.

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