In FA Cup possono vincere tutti, compresa la squadra della polizia

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Giocano in un misero campo del sud ovest di Londra, e da ormai cento anni sono la versione calcistica della polizia della capitale inglese. Benvenuti al Metropolitan Police Fc, piccolo club che gioca in Southern League Premier Division South (per arrivare a disputare un derby con l’Arsenal, per capirci, dovrebbero vincere sei campionati di fila), e che quest’anno, per la quinta volta nella sua storia, parteciperà al primo turno della FA Cup, dopo aver già vinto tre match nella fase di qualificazione. La prossima sfida in programma sarà il 10 novembre, contro i gallesi del Newport County, attualmente in League Two. Un abisso davanti a questa strana squadra, che con la spavalderia che il trofeo richiede (avete mai sentito parlare dei giant killers?) attende il match.

Non è mai andato più in là del primo turno il Met, club che fino a pochi anni fa “arruolava” solo coppers cittadini, restrizione che è andata perdendosi quando non è più stato concesso il permesso agli agenti di avere tempo libero per giocare. Di fatto oggi in rosa ci sono ragazzi semi-pro che fanno ogni genere di mestiere, e il Met Police è diventata una squadra qualunque, orgogliosamente legata alla sua singolare origine che porta iscritta nel nome. Forse ora può ambire a traguardi più alti, con maggiore libertà nel scegliersi i giocatori e organizzare gli allenamenti. 

Tre anni fa un bellissimo reportage di Vice Sports andava dietro le quinte del «Britain’s Most Misunderstood Football Club», la squadra più incompresa di Bretagna. Dove per entrare al campo di gioco dovevi indossare giacca e cravatta e dove i tifosi ospiti si divertivano ad offendere il club con facili cori contro la polizia, usando cappelli finti e manganelli di plastica – acqua che scivola via sui giubbotti di questa società, gestita con gentilezza e piglio famigliare. L’apertura a giocatori di ogni professione era già stata fatta da qualche tempo, eppure ogni club che veniva qui a giocare dava il massimo convinto di trovarsi contro un agente di polizia. E sugli spalti pochissimi tifosi, non più di 80. «Perché la polizia non viene a tifare?», chiedeva all’epoca il giornalista a Graham Wettone, addetto stampa del club. «A qualcuno non piace il fatto che non giochino più gli agenti, e poi non abbiamo connotazione geografica». Anche qui, insomma, se si brucia l’identità si brucia l’essenza della squadra. Che ai poliziotti resta però economicamente legata, con una lotteria che coinvolge ogni settimana 24mila agenti e finanzia il club. Certo, se dovessero vincere l’FA Cup forse le cose andrebbero diversamente. Forse…

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