La Championship ha messo la cresta (sognando un altro Sessegnon)

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Lampard, Bielsa, Karanka, e ancora Pulis, McLaren, Rowett, Steve Bruce… La Championship ha messo la cresta, e basta la lista dei manager ai nastri di partenza per capirlo. Salutati due giganti come Wolves e Cardiff, applaudita la cavalcata vittoriosa del Fulham (23 partite senza sconfitte dopo Natale per arrivare ai play-off e vincerli), la seconda divisione inglese è pronta al via questo fine settimana, cominciando una eterna trafila di partite che si concluderà solo a fine maggio. 24 squadre in corsa, più di 500 match previsti per un torneo snervante e faticoso. Una meraviglia dove, forse, non brillano fuoriclasse ma i tifosi ci sono sempre, tanto da essere il terzo campionato più seguito al mondo.

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Il giornalista che ha tifato per una vita il suo club e a 72 anni ne è diventato allenatore

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E’ una storia d’amore iniziata in tenera età quella tra Martin Tyler, popolare telecronista inglese, e il Woking, piccolo club di National League. A 8 anni la prima partita vista dei Cardinals e una scintilla che scatta, poi tenuta sotto silenzio per una vita per ragioni professionali. E infine, lo scorso gennaio, la rivelazione: «Ma quale Man Utd, io tifo Woking», disse, più o meno, in un’intervista, smentendo chi voleva per forza trovare una squadra del cuore di alto livello ad una delle voci più esaltanti della Premier League. Pochi giorni fa, poi, ecco l’ennesimo sviluppo di quella storia d’amore, forse il più bello: Tyler sarà infatti secondo allenatore del club nella prossima stagione, affiancando Alan Dowson.

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1930, al Mondiale in Transatlantico: la bella storia della Conte Verde

alkjdlxvgc6gdgvpazfc.jpgMeno di un secolo fa il meglio del calcio viaggiava nell’Oceano a bordo di un transatlantico lungo quasi 200 metri, mettendoci 15 giorni di viaggio per raggiungere la sede dei Mondiali. Era il 1930, l’anno della prima coppa del mondo. Quella del leggendario Uruguay, tanto lontano nel tempo e nello spazio da considerarlo leggenda. Possibile che agli albori del pallone, alle periferie del globo, ci fosse una squadra tanto forte? Possibile che la storia del torneo più bello del mondo dello sport più bello del mondo sia cominciata proprio da lì? Continua a leggere “1930, al Mondiale in Transatlantico: la bella storia della Conte Verde”

Stranezze del calcio inglese: la partita fantini vs pugili

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Montagne di muscoli contro smilzi pigmei. Frustini contro ganci, mescolati assieme dai dolci movimenti del pallone, impensabile luogo d’incontro tra sport diversi nell’Inghilterra degli anni Trenta. All’epoca le partite tra fantini e pugili andavano di moda, sempre col tono spigliato e originale che impone la contrapposizione tra due categorie simili.

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Quando Estonia-Scozia durò solo 3 secondi (e con una sola squadra in campo)

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Ammettetelo, in fondo in fondo anche voi avreste voluto essere il 9 ottobre 1996 a Tallinn a vedere Estonia-Scozia, gara di qualificazione ai Mondiali. Autolesionismo? Macché, basta guardare le immagini qua sotto e ricordare una delle partite più assurde di sempre, durata solo 3 secondi. Tanto, infatti, fece giocare l’arbitro slavo Miroslav Radoman prima di mettere il fischietto in bocca e sancire anzitempo la fine di un match dove, in campo, era scesa solo una squadra.

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Di calcio, Israele e razzismo. «Forever Pure» è un film da vedere

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È un film spigoloso “Forever Pure”, ma ha il pregio di non regalare nulla alla fantasia. Col tono trasparente e diretto del documentario vuole presentare una delle realtà più uniche del calcio medio orientale, il Beitar Gerusalemme, durante quella che forse è la stagione peggiore della sua storia, il 2012-13, anno in cui la squadra più titolata del paese si salvò all’ultimo metro dopo essere stata praticamente abbandonata dai suoi tifosi. Da qualche giorno la pellicola è disponibile su Netflix, ed è un’occasione da non farsi perdere per ammirare un buon prodotto cinematografico dedicato al calcio, osservato nella sua dimensione più affascinante, ossia il legame che questo sport può avere con la vita socio-politica e i conflitti di una determinata città.

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Uno stadio in divisa: c’è il derby Corea del Nord-Corea del Sud

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E’ passata via nel quasi totale silenzio dei media italiani, ma la gara tra Corea del Nord e Corea del Sud di calcio femminile meritava almeno un’occhiata. Perché era dal 1990 che non si giocava una partita tra le due nazionali a Pyongyang, e da queste parti il football delle donne si gioca a livelli altissimi e con buon seguito. Il pallone rotola lungo il confine dei due Stati catalizzando le frizioni di sempre, ma pure inconsueti gesti di stima: capita che calciatori del Nord diventino stelle nel campionato del Sud, o che talvolta si tifi anche la nazionale rivale in gare di qualificazione. Ma mai, chiaramente, quando c’è Nord contro Sud, match che assorbe odori e profumi che vanno ben oltre quelli dell’erba del campo da calcio. Specie nei giorni del quinto test missilistico nucleare di Kim Jong-un, e delle esercitazioni congiunte tra americani e arma di Seul. 

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Quanto ci manca Maurizio Mosca

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«Ho cercato di spargere allegria tra la gente». Se 7 anni dopo la scomparsa di Maurizio Mosca i video dei suoi siparietti occupano ancora decine di pagine Facebook, l’epitaffio iscritto sulla tomba del giornalista milanese è il pronostico più azzeccato che potesse regalare il suo pendolino. Non che ne azzeccasse molti quando era in vita (uno almeno bisogna riconoscerglielo: Argentina-Camerun 0-1 ai Mondiali di Italia ’90, di cui si è sempre vantato), ma erano comunque pennellate del suo straordinario talento che gli sono sempre state concesse. Lui li faceva comunque, anche se la settimana prima non ci aveva preso. E nessuno, né telespettatori né altri giornalisti, osava contestargli l’esito erroneo vaticinato sette giorni prima.

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Il Derry, i troubles e il Manchester United. Il calcio secondo Martin McGuinness

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Calcio e politica, club e religione. C’è qualcosa che racconta chi è stato Martin McGuinness oltre ai suoi trascorsi nell’Ira e al suo passato più recente in politica, che lo ha portato a ricoprire anche il ruolo di vice-primo ministro del governo di Stormont. E’ proprio il football, come lui stesso raccontò al Guardian nel 2001. Ecco qualche stralcio del suo racconto:

«La nostra famiglia aveva un’affinità con il Celtic – ricordo noi tutti seduti sul pavimento a guardare il Celtic battere l’Inter nella finale di Coppa dei Campioni del 1967, con un televisore in bianco e nero che avevamo appena comprato – ma non ero interessato al calcio inglese inizialmente. Tuttavia, il disastro aereo di Monaco del 1958, ebbe risonanza tra molti giovani, e io e tutti i miei fratelli diventammo appassionati sostenitori del Manchester United, in particolare avendo loro giocatori irlandesi come Harry Gregg, Roger Byrne e George Best.

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C’è troppa nebbia e il match viene sospeso. Ma al portiere nessuno lo dice

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«Che diavolo ci fai qua tu? La partita è stata sospesa un quarto d’ora fa e il campo ora è totalmente vuoto». Dev’essere andata più o meno così quel Natale del ’37, quando un poliziotto s’avvicinò incredulo a Sam Bartram, portiere del Charlton, avvolto nella nebbia di Stamford Bridge. Poco prima l’arbitro aveva detto basta, tutti negli spogliatoi che c’è troppa poca visibilità per giocare una partita di calcio. Ma nessuno era corso fino all’area di rigore di Sam per avvisarlo dello stop, e lui era ancora lì, un po’ incredulo che i suoi fossero tanto bravi nello schiacciare gli avversari del Chelsea, senza concedergli un istante tregua.

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