Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello

Devo dirvi la verità. L’intervento di Balotelli su Song nel corso di Arsenal-Manchester City è stata un’entrata dura e cruenta, al limite del codice penale. Ma non m’ha scandalizzato eccessivamente. L’ho trovata violenta, ma non diversa da tanti altri falli che si vedono in campo, in Inghilterra come in Italia. Ciò che più m’ha infastidito, invece, è la nuova campagna mediatica che si è scatenata contro il bresciano: l’ennesima arringa su un campione che si sta bruciando con le sue stesse mani, una nuova tirata d’orecchie di penne scandalizzate che pretendono che un ragazzo di 21 anni sia più maturo di quello che è.

Balotelli non è certo un esempio di maturità, e durante questa stagione al City ce lo ha dimostrato di continuo. Il suo comportamento si è rivelato troppo spesso non all’altezza del suo blasone, e tante volte ha tradito Mancini e la squadra, che su di lui puntavano per battere i rivali dello United. Ma la realtà dei fatti dimostra anche un’altra cosa: i troppi riflettori puntati sui suoi comportamenti, i peana delle sue bravate, le tante foto che immortalano le sue vicende extra-calcistiche, non hanno fatto altro che provocare l’effetto contrario. Rendere Mario ulteriormente nervoso, molestare la poca serenità che un ragazzotto di vent’anni. Continua a leggere “Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello”