Chi sale sul carro di Balotelli riconosce in silenzio cosa comanda nel calcio

Grazie Mario, perché alla fine li hai fatti tacere. Zitti e mosca, tutti a casa. E non parlo solo dei tedeschi: vedere la perfezione del calcio teutonico incrinarsi inesorabile di fronte al tuo bolide del 2-0 è stata una grande goduria che ha fatto riflettere. Proprio tu hai mandato al tappeto quell’austera eccellenza, tu che sei così imperfetto, così criticato, così sopra le righe. Continua a leggere “Chi sale sul carro di Balotelli riconosce in silenzio cosa comanda nel calcio”

A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia

Non basta dire che il campionato inglese è il più bello del mondo per spiegare quanto successo questo pomeriggio. Certo, sono sicuro che a Roberto Mancini sarà passato per la testa più di una volta di stramaledire il fottuto agonismo che gli inglesi mettono in campo sempre, specie se quella che deve essere la vittima sacrificale della corsa del City al titolo, ovvero il QPR, ha disperatamente bisogno di vincere per salvarsi. E non basta neanche godere per la consacrazione del cosiddetto “italian-style” tra le panchine d’Oltremanica, dove i due giovani Roberto stanno stupendo tutti con squadre motivate e ben organizzate, bagnando il naso ai ben più stagionati Sir Alex e Monsieur Arsène, e ancor più allo spocchioso portoghese, Villas Boas s’intende. Continua a leggere “A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia”

Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché

Segna poco, ma fa i gol pesanti. È un nome poco echeggiante, che ama stare lontano da voci di mercato e rumors extra-calcistici, ma a guardare la classifica dei giocatori più pagati al mondo, il suo portafoglio è il quinto in classifica, e tra gli inglesi ha davanti solo Wayne Rooney. E a vedere le due reti con cui Yaya Touré ha regalato la vittoria di ieri al Manchester City sul Newcastle capisci che quei soldi l’ivoriano li vale tutti.

11 milioni di euro è il suo ingaggio annuale. Guadagnano meno di lui tutti i vari bomber di casa Mancini, come Aguero, Dzeko, Tevez, Balotelli… Un dato singolare, che stride a pensare che – va detto – Touré non si contraddistingue neanche per le capacità realizzative sottorete: il suo bottino di 12 gol in 2 anni coi Citizens è buono, ma non eccelso per chi come lui ha doti da trequartista. Continua a leggere “Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché”

E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?

«È il derby più importante della mia vita». Se a dirlo è un certo Alex Ferguson, che da 26 anni è protagonista della stracittadina di Manchester, si può essre certi che la dichiarazione non è di circostanza. Finalmente ci siamo: stasera la Premier assisterà alla partita che più attende, City contro United, lo scontro al vertice tra le due contendenti al titolo. Un incontro superfluo ai fini di classifica solo un paio di settimane fa, quando i Red Devils erano saliti a +8 sui rivali. Poi una sconfitta e un pareggio hanno ridotto la distanza a soli 3 punti, riaccendendo le speranze degli uomini di Mancini. Che arrivano al match da favoriti: giocano in casa, negli ultimi incontri sono parsi più in forma, hanno recuperato al meglio un fuoriclasse come Tevez e per l’occasione potranno contare anche su Balotelli, al rientro dalla squalifica. E poi, saranno trascinati dalla voglia di sancire per una volta la superiorità sui concittadini, da sempre più forti. Continua a leggere “E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?”

Tevez è tornato. Ora provate a trattarlo come Balotelli

Da settembre a marzo non ha giocato. Mancini non lo voleva più in squadra per il suo comportamento troppo spesso sopra le righe, e Tevez era stato pure vicino ad andarsene da Manchester: ma le avances di Milan e PSG non s’erano concretizzate, e una volta ingoiato il rospo, l’Apache aveva dovuto chiedere scusa e rimettersi al lavoro, tra match con la selezione delle riserve e scampoli di partite in prima squadra. Ma la pazienza di Mancini e la buona volontà del giocatore ieri hanno dato i loro frutti nella vittoria dei Citizens contro il West Brom: complice l’assenza di Balotelli, Tevez è tornato titolare, ha giocato 62 minuti di notevole intensità e ha segnato pure il terzo dei quattro gol con cui il City ha piallato la squadra di Roy Hodgson. Un poker dalla posta decisamente ricca: riaccende infatti le flebili speranze della squadra seconda in classifica, che vede diminuire a cinque punti il divario con lo United, sconfitto a Wigan 1-0. Mancini frena e ripete che il discorso titolo è ormai chiuso. Ma il calendario pare offrirgli ancora qualche chance: mancano cinque giornate al termine, e c’è ancora da giocare lo scontro diretto, per di più tra le mura amiche.
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Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello

Devo dirvi la verità. L’intervento di Balotelli su Song nel corso di Arsenal-Manchester City è stata un’entrata dura e cruenta, al limite del codice penale. Ma non m’ha scandalizzato eccessivamente. L’ho trovata violenta, ma non diversa da tanti altri falli che si vedono in campo, in Inghilterra come in Italia. Ciò che più m’ha infastidito, invece, è la nuova campagna mediatica che si è scatenata contro il bresciano: l’ennesima arringa su un campione che si sta bruciando con le sue stesse mani, una nuova tirata d’orecchie di penne scandalizzate che pretendono che un ragazzo di 21 anni sia più maturo di quello che è.

Balotelli non è certo un esempio di maturità, e durante questa stagione al City ce lo ha dimostrato di continuo. Il suo comportamento si è rivelato troppo spesso non all’altezza del suo blasone, e tante volte ha tradito Mancini e la squadra, che su di lui puntavano per battere i rivali dello United. Ma la realtà dei fatti dimostra anche un’altra cosa: i troppi riflettori puntati sui suoi comportamenti, i peana delle sue bravate, le tante foto che immortalano le sue vicende extra-calcistiche, non hanno fatto altro che provocare l’effetto contrario. Rendere Mario ulteriormente nervoso, molestare la poca serenità che un ragazzotto di vent’anni. Continua a leggere “Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello”

«Mario, Sposati!» Cronaca semiseria di un matrimonio che non s’ha da fare

«Mario, Sposati!» Le parole di Mancini pesano come quelle di un padre, e il suo consiglio ha il sapore di quelle grandi verità che ormai solo i nonni sono capaci di riservare. «Il matrimonio potrebbe aiutarlo, perché se un giocatore non ha una vita privata buona non può giocare ad alti livelli». Mah, sarà… non mi sembra di ricordare però che George Best, quando vinse la Coppa Campioni, avesse una vita tutta casa e chiesa, men che meno Maradona, che quasi all’unanimità è sempre indicato come il miglior calciatore di sempre… ma comunque…Via, festeggiamo allegramente queste nozze.

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