O’Connell, l’irlandese sconosciuto che salvò il Barcellona negli anni Trenta

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Windsor Park rende omaggio a Patrick O’Connell, il don Patricio del calcio irlandese che «salvò» letteralmente il Barcellona dal regime di Francisco Franco. Un busto in bronzo è stato posizionato ieri all’interno dello stadio di Belfast, per ricordare lo sportivo nord-irlandese, cui già nel 2015 fu dedicato un murales su Falls Road, il quartiere cattolico più popolare della capitale dell’Ulster.

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Gudjohnsen e un sogno chiamato Europei

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Ben tornato Eidur, la Francia ti aspetta. O forse sarebbe più giusto dire l’Islanda ti aspetta, quella nazione di cui sei stato l’orgoglio nel mondo per decenni e proprio quando tu hai già calzato i guanti per ammainare la bandiera sta per vivere il suo momento calcistico più bello. Forse, anzi togliamolo pure il forse, Gudjohnsen ha scelto di accettare l’offerta dei norvegesi del Molde per non mancare agli Europei della prossima estate, quelli che la sua nazionale ha ottenuto per la prima volta nella storia. Per farlo ha interrotto la sua avventura cinese con lo Shijiazhuang, una breve storia durata poco più di sei mesi. Un’altra prova del fatto che il calcio in Cina sarà anche remunerativo e via sportiva del futuro, ma per il momento basta solo per brevi avventure. Sarà un caso che, per tanti campioni che partono per l’Oriente, ve ne sono diversi tornati poi in fretta in Europa, da Drogba a Anelka, da Diamanti a Gilardino?

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Chiamarsi Rossi e segnare al Barça: una sfera impazzita per uscire dall’anonimato

C_4_articolo_2031211_upiImageppAmmettiamolo: quanti di noi, quando hanno sentito che Fausto Rossi ha castigato il Barcellona, hanno sollevato un sopracciglio con aria di spaesamento? «Fausto chi?», era la domanda che ci facevamo. I più superbi avranno finto di conoscere il ragazzo, che «sarà uno dei tanti che con quel cognome hanno battuto negli ultimi anni la A», e che, «eccerto, non ti ricordi?» ora è in Spagna a tentare fortuna. Tanti altri avranno ammesso la propria ignoranza e, con curiosità, si saranno messi a cercare qualche notizia in più su di lui, che sarà anche uno dei tanti Rossi che hanno giocato a casa nostra (e neanche il più famoso), ma per un giorno è uscito dall’anonimato del suo inflazionato cognome. Continua a leggere “Chiamarsi Rossi e segnare al Barça: una sfera impazzita per uscire dall’anonimato”

Quel filo che unisce Messi e l’Apoel

Che gli ultimi capitoli della storia del calcio fossero costantemente dominati dal nome di Messi, non è certo notizia di oggi. Ieri sera però, il piccolo folletto di Barcellona ha voluto continuare a stupire: nella partita contro il Bayer Leverkusen ha segnato un nuovo record, diventando l’unico giocatore ad aver messo a segno cinque gol in una sola partita di Champions League. Inutile soffermarsi un’altra volta sulla straordinarietà di questo atleta, la sua classe, i suoi numeri… Tutto diventa ancora più interessante ricordandoci, una volta in più, della sua infanzia: la scoperta di un’insufficienza ormonale che rallentava la crescita del suo fisico, la difficoltà nel trovare un club capace di coprire le spese economiche per curarlo da questo male… Continua a leggere “Quel filo che unisce Messi e l’Apoel”