Se non avesse Hodgson, l’Inghilterra sarebbe più prevedibile dell’Italia

Il cammino dell’Italia agli Europei metterà sulla strada degli uomini di Prandelli la Nazionale inglese, vincitrice del girone D. Ad essere un po’ critici, ma neanche troppo, la sfida di domenica sera si preannuncia interessante, mettendo di fronte due squadre non di certo in piena salute. Del gioco tutt’altro che spumeggiante degli Azzurri si parla all’infinito sui nostri giornali, mentre la vittoria di ieri sera dei Three Lions contro l’Ucraina è giunta dopo una partita combattuta, emblema di una squadra infiacchita dalle tante assenze e priva di un vero leader di gioco (un’impressione che, peraltro, era stata offerta anche dal noioso pareggio contro la Francia e dalla vittoria contro la Svezia). Insomma, l’Inghilterra non macina un grande gioco, eppure riesce a vincere, e in questo merita una nota di lode il tecnico Roy Hodgson, un allenatore arrivato poco più di un mese fa tra le perplessità di tanti (ammetto anche mie), ma che in silenzio è stato capace di far ragionare la squadra. Continua a leggere “Se non avesse Hodgson, l’Inghilterra sarebbe più prevedibile dell’Italia”

Three Lions: l’addio di Cahill e il controverso caso Ferdinand

Se il 3-0 subito contro la Russia è stato l’emblema dello stato di forma degli Azzurri, messi ko dagli uomini di Advocaat e dal troppo vociare sul calcioscommesse, non se la passa certo meglio la Nazionale inglese. L’amichevole pre-Europeo è andata bene per gli uomini di Hodgson, che hanno battuto 1-0 il Belgio, ma il match ha dovuto registrare il brutto infortunio patito da Gary Cahill: il difensore del Chelsea ha infatti rimediato in uno scontro di gioco col proprio portiere Hart una doppia frattura alla mascella, e ha dovuto abbandonare la squadra e a tornarsene in Inghilterra. Al suo posto, è stato convocato il giovane Martin Kelly, difensore del Liverpool. Continua a leggere “Three Lions: l’addio di Cahill e il controverso caso Ferdinand”

Muamba e quel biglietto regalato a un cardiologo

Il suo nome è stato sulla bocca di tutti per una settimana. Tutti sapevano chi era: «Ah sì, quel giocatore che è collassato in campo in Inghilterra». Per una settimana ogni giorno eravamo informati sulle sue condizioni di salute, ogni giocatore tributava il suo omaggio a questo ragazzo. Maglie, striscioni, applausi. C’è chi è arrivato dagli Stati Uniti (Henry) per stare vicino a un amico, chi ha dedicato un gol (Cahill) all’ex-compagno di squadra. E poi ieri, il bellissimo saluto del Reebok Stadium: una coreografia che copriva tutta la tribuna laterale riportava il nome del giocatore, che veniva inneggiato da tutti i presenti, tifosi ospiti e di casa.

È evidente quindi che il dramma di questo ragazzo ha colpito e interrogato tutti. Forse c’è tanto formalismo, è vero, in alcune esternazioni: penso a tante t-shirt buoniste, apparse qua e là addosso a tanti campioni, dove è lecito il dubbio sulle loro vere intenzioni (reale partecipazione, o solo moralistica apparenza?). Continua a leggere “Muamba e quel biglietto regalato a un cardiologo”