C’è troppa nebbia e il match viene sospeso. Ma al portiere nessuno lo dice

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«Che diavolo ci fai qua tu? La partita è stata sospesa un quarto d’ora fa e il campo ora è totalmente vuoto». Dev’essere andata più o meno così quel Natale del ’37, quando un poliziotto s’avvicinò incredulo a Sam Bartram, portiere del Charlton, avvolto nella nebbia di Stamford Bridge. Poco prima l’arbitro aveva detto basta, tutti negli spogliatoi che c’è troppa poca visibilità per giocare una partita di calcio. Ma nessuno era corso fino all’area di rigore di Sam per avvisarlo dello stop, e lui era ancora lì, un po’ incredulo che i suoi fossero tanto bravi nello schiacciare gli avversari del Chelsea, senza concedergli un istante tregua.

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Gudjohnsen e un sogno chiamato Europei

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Ben tornato Eidur, la Francia ti aspetta. O forse sarebbe più giusto dire l’Islanda ti aspetta, quella nazione di cui sei stato l’orgoglio nel mondo per decenni e proprio quando tu hai già calzato i guanti per ammainare la bandiera sta per vivere il suo momento calcistico più bello. Forse, anzi togliamolo pure il forse, Gudjohnsen ha scelto di accettare l’offerta dei norvegesi del Molde per non mancare agli Europei della prossima estate, quelli che la sua nazionale ha ottenuto per la prima volta nella storia. Per farlo ha interrotto la sua avventura cinese con lo Shijiazhuang, una breve storia durata poco più di sei mesi. Un’altra prova del fatto che il calcio in Cina sarà anche remunerativo e via sportiva del futuro, ma per il momento basta solo per brevi avventure. Sarà un caso che, per tanti campioni che partono per l’Oriente, ve ne sono diversi tornati poi in fretta in Europa, da Drogba a Anelka, da Diamanti a Gilardino?

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Mou: «Cos’ho detto ai ragazzi? Nulla, è stato il massaggiatore a parlare»

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VIDEO – Altra perla simpatica di José Mourinho. Il Chelsea ha battuto il Manchester City e lo Special One si presenta in conferenza stampa. Un giornalista gli chiede conto di cosa ha detto ai ragazzi prima dell’inizio della partita. La risposta: «Io non ho parlato. È stato Billy il massaggiatore che ha parlato alla squadra, sono serio».  Continua a leggere “Mou: «Cos’ho detto ai ragazzi? Nulla, è stato il massaggiatore a parlare»”

Inizia la Champions. Ecco quanto rende ai club, milione per milione

Maicosuel quanto ci sei costato. Se lo staranno chiedendo ancora i tifosi dell’Udinese, dopo che il goffo cucchiaio dell’attaccante brasiliano ha escluso la squadra friulana dalla prossima Champions League, relegandola in Coppa Uefa. Quella retrocessione in termini economici pesa oro, specie se si guarda i benefici destinati ai club che partecipano alla 20esima edizione della coppa con le orecchie, al via oggi. C’è un dato che parla chiaro, e mette a confronto gli introiti di un anno fa: gli 8 milioni e 200mila euro raccolti dalla Dinamo Zagabria, squadra che nella scorsa Coppa Campioni ha sempre perso incassando la bellezza di 22 reti in 6 partite, distano poco dai 10 e 500mila dell’Atletico Madrid, vincitore dell’Europa League dopo un lungo cammino tra partite del girone e match ad eliminazione diretta (ma gli spagnoli sono una mosca bianca nel monte benefici della Coppa Uefa, dove chi è uscito ai gironi non è riuscito ad andare oltre i 2 milioni di euro). Continua a leggere “Inizia la Champions. Ecco quanto rende ai club, milione per milione”

Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich

In Inghilterra sembra che non sia cambiato nulla. Avevamo lasciato il City a maggio campione nazionale, vincitore nella rocambolesca sfida contro il Qpr, e lo ritroviamo ancora una volta sugli allori, protagonista del primo trofeo di stagione, il Community Shield. Il 3-2 con cui gli uomini di Mancini hanno superato il Chelsea di Di Matteo mette in luce l’ottimo stato di forma dei Citizens, capaci di restare competitivi senza essersi concessi ad un mercato troppo dispendioso (ieri non era in campo il “solo” acquisto del club, cioè il giovane Rodwell dall’Everton, pagato la bellezza di 15 milioni di sterline), ma valorizzando al meglio l’organico della scorsa stagione. Continua a leggere “Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich”

Ecco perché “Buck Rodgers” vuole così tanto Borini

Dall’Inghilterra danno l’affare ormai per quasi fatto, in Italia Sabatini va cauto e dice che l’interesse del Liverpool per Borini «è reale. Lo stiamo valutando insieme a Franco Baldini e alla società e, in caso, agiremo di conseguenza». A ogni modo la trattativa che potrebbe portare il giovane attaccante della Roma ai Reds ha rotto la calma apparente di questi giorni di calciomercato, riavvicinando al calcio inglese un ragazzo che al Football d’Oltremanica deve molto. Continua a leggere “Ecco perché “Buck Rodgers” vuole così tanto Borini”

Al catenaccio milionario preferisco, stavolta, le lacrime di Schweinsteiger

Ci sarebbero infiniti spunti per parlare della finale di ieri sera vinta dal Chelsea sul Bayern Monaco. Dai fortunosi 3 mesi sulla panchina dei Blues di Roberto Di Matteo, che dal nulla è riuscito dare fiducia nei propri mezzi a un gruppo vecchio e appassito, alla tanto attesa foto di Abramovich con la Champions tra le mani, uno scatto che, per averlo da mettere nel suo ufficio, il miliardario russo da 9 anni spende un’infinità di quattrini. O ancora, la gioia del leone Drogba, distante chilometri dall’immagine che lui stesso ci regalò a febbraio, quando calciò alto il suo rigore contro lo Zambia in finale di Coppa Africa, per non parlare della sua maschera di rabbia con cui ce lo ricordiamo al termine della semifinale del 2009 persa col Barça, che invece dista da ieri anni luce. È stata la partita dei tanti riscatti, ed è stata la vittoria del catenaccio. Uno schema che, per piacere, togliamo da quell’aurea di fangosa periferia italico-popolare in cui lo dipingiamo sempre, quasi a dargli la favolistica interpretazione di arma nelle mani di un piccolo Davide per sconfiggere Golia, o ancor peggio di strumento con cui il terzo mondo povero del calcio sconfigge il suo parente ricco: la somma degli stipendi dei giocatori del Chelsea basta a superare qualsiasi piedistallo leggendario vogliamo costruire. Continua a leggere “Al catenaccio milionario preferisco, stavolta, le lacrime di Schweinsteiger”

Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?

«Tanto c’ha ragione chi fa gol!» Era la canzonatoria verità raccontata dalla sigla di un noto programma sportivo italiano di qualche anno fa. Un ritornello che sembrava di sentire rimbombare anche questo weekend dagli spalti di Wembley, dove sono andate in scena le due semifinali di ritorno di Fa Cup. Il tempio del calcio inglese ha ospitato due grandi match, che hanno premiato con l’accesso in finale Liverpool e Chelsea, spinte dalle reti di due attaccanti tanto messi in dubbio quest’anno quanto decisivi in coppa: Andy Carroll e Didier Drogba.

Il primo ha solo 23 anni e in questa stagione è stato il giocatore che più c’ha messo la faccia per pagare il flop di Dalglish: l’ottavo posto dei Reds è una delusione infinita, mitigata parzialmente dalla vittoria in Carling Cup dello scorso febbraio. Continua a leggere “Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?”

«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea

A guardare i protagonisti della vittoria di ieri del Chelsea contro il Napoli, appare evidente una cosa: sono tutti della vecchia guardia. C’è Didier Drogba, che ieri ha aperto le marcature e sembrava indomabile, ben lontano dallo spettro che nei mesi scorsi doveva spesso accomodarsi in panchina. C’è John Terry, che contro i partenopei ha messo una pietra sopra le tante critiche di razzismo delle settimane scorse, e ha guidato sicuro e sereno la sua squadra alla vittoria, siglando anche la rete del 2-0. C’era Frank Lampard a giganteggiare tra gli avversari, a riprendersi le chiavi di un centrocampo che quest’anno tanto aveva sentito la sua mancanza. E poi Ashley Cole, Branislav Ivanovic, Michael Essien… Giocatori che vestono in Blues da diversi anni, che parevano finiti quando, fino a pochi giorni fa, a guidarli era Villas Boas: alcuni di loro, all’andata al San Paolo, erano addirittura finiti in panchina. Continua a leggere “«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea”

Col Napoli Villas Boas si gioca tutto, ma il suo Chelsea sembra Celentano all’Ariston

Villas Boas potrà fingere di star sereno quanto vuole, ma conosce benissimo la situazione del suo Chelsea. Se quella di stasera a Napoli, dice lui, non è un’ultima spiaggia, diciamo che allora siamo sul ciglio della pista ciclabile che costeggia il lido. I Blues non vincono in casa ormai dal 14 gennaio, in Premier League sono quinti, in cerca di sé e dell’accesso all’Europa che conta, e sabato scorso non sono riusciti ad andare oltre l’1-1 in FA Cup contro il Birmingham, squadra che milita nella Serie B inglese. In più, i giocatori da tempo sembrano sempre più distanti dall’allenatore: se a dicembre, il suo comportamento col partente Anelka era stati accolti con fastidio dai compagni di squadra del francese, sembra che durante l’ultimo match siano venute ancora una volta a galla tutte le difficoltà dell’allenatore nel controllare lo spogliatoio, tanto che sarebbe stato Drogba, scavalcando il suo mister, a spronare i suoi a fine primo tempo (ma lui nega). Continua a leggere “Col Napoli Villas Boas si gioca tutto, ma il suo Chelsea sembra Celentano all’Ariston”