I 15 anni che hanno cambiato il calcio tedesco

Il Borussia strapazza in casa il Real, lo Schalke fa l’impresa ed espugna l’Emirates Stadium, là dove nessun club straniero è riuscito mai a vincere, e un Bayern pragmatico vince facile contro il Lille recuperando la testa del girone. Se c’era bisogno di un’ulteriore conferma, le notti europee di questa settimana ce l’hanno data chiara: il calcio tedesco è in crescita costante. E non possiamo più limitarci ad applaudire le belle partite della corazzata Germania, la Nazionale teutonica che negli ultimi anni ha stupito tutti con giovani leve sempre pronte, gioco frizzante e titoli sfumati sul più bello (negli ultimi dieci anni tra Mondiali ed Europei non sono mai andati più indietro del terzo posto). Ora la crescita del calcio tedesco ha attecchito nel migliore dei modi anche nei club: il livello della Bundesliga si alza di anno in anno, le rose si fanno sempre più competitive e anche il calcio europeo deve riconoscere i successi del modello tedesco.

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Quando la Coppa Uefa parlava italiano….

Bielsa contro Simeone. Sta tutta qui l’essenza della finale di stasera di Bucarest, atto conclusivo dell’edizione 2012 dell’Europa League (nome che, ai nostalgici come me fa venire il voltastomaco, al solo pensiero che una simile, anonima etichetta sia stata preferita al più glorioso “Coppa Uefa”). Due allenatori dalle esperienze calcistiche opposte: più di 20 anni fa iniziava la carriera da tecnico El Loco, che però solo la scorsa estate è approdato su una panchina europea, all’Athletic Bilbao. Più giovane è invece il curriculum del Cholo: dopo la bella salvezza di un anno fa a Catania, e qualche panchina qua e là in Argentina, lo scorso dicembre è diventato tecnico dell’Atletico Madrid, e in poco tempo ha letteralmente trasformato i sofferenticolchoneros, regalandogli questa inattesa finale. E se Bielsa più volte è stato accostato in queste settimane alla panchina dell’Inter, Diego Simeone è l’unico che potrà tenere alto, almeno simbolicamente, il nome del nostro calcio in questa competizione. Una Coppa così italiana solo qualche anno fa, tanto quanto estranea al pallone nostrano negli ultimi 10 anni. Continua a leggere “Quando la Coppa Uefa parlava italiano….”

Alla fine hanno scelto l’operaio perdente in cerca di palmares

Roy Hodgson sarà il nuovo ct dell’Inghilterra. Manca solo l’ufficialità, che verrà data mercoledì prossimo, ma la notizia è ormai certa: l’ex-allenatore dell’Inter è stato scelto un po’ a sorpresa, al termine di tanti mesi di discussione, durante i quali sembrava che la scelta sarebbe caduta sul collega Harry Redknapp, tecnico del Tottenham. Ma il comunicato di oggi della federazione ha stupito tutti: il presidente della FA Bernstein ha dichiarato di aver parlato sempre e soltanto con l’ormai ex-allenatore del WBA, al quale verrà offerto un contratto di 4 anni. L’Europeo inizia tra poco più di un mese, e il tempo per conoscere la squadra e organizzarla al meglio è poco. Per questo serve l’esperienza di chi ha sulle spalle tanti anni di lavoro in giro per il mondo tra Italia, Svizzera, Inghilterra e Paesi Scandinavi. Forse è per questo che Hodgson è stato preferito al più inesperto Redknapp, insieme all’alta clausola rescissoria che vincola il tecnico del Tottenham, 10 milioni di euro, una cifra che difficilmente la federazione si sarebbe sognata di sborsare in questa situazione. Continua a leggere “Alla fine hanno scelto l’operaio perdente in cerca di palmares”