L’etica Prandelliana ha bisogno stressante di «storie belle». Ma si scorda Pepito Rossi

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Delude particolarmente leggere le parole di Prandelli relative all’esclusione di Giuseppe Rossi. Perché si capisce fino in fondo quanto sia diventato triste il calcio di etica e gesti esteriori, simboli e moralismi che il nostro pallone predica sempre più come sua legge di vita, incurante di quella che sono le aspirazioni e i desideri dei suoi protagonisti stessi, uomini come tutti gli altri, con una filosofia di cui il ct degli Azzurri ha scelto di diventare l’emblema nei suoi 4 anni a Coverciano. Per il resto ci sarebbe poco da dire della più o meno giusta scelta dell’allenatore, che ha voluto inserire tra i pre-convocati per i Mondiali l’attaccante della Fiorentina, lasciandolo poi fuori dai 23 definitivi. Continua a leggere “L’etica Prandelliana ha bisogno stressante di «storie belle». Ma si scorda Pepito Rossi”

Amauri risorge. In barba ai gobbi

Il calcio a volte sa essere proprio strano, giocando con coincidenze particolarmente saporite. Prendi Amauri (Amauri o Amaurì? Bah, quando gioca male lo chiamano in un modo, quando segna in un altro): quanto lo hanno odiato in questi due anni i tifosi juventini? Quanto c’ha messo la dirigenza bianconera a scaricarlo? Eppure se da ieri i gobbi sono in testa devono ringraziare proprio “Mocio Vileda”: il suo destro è stato un chiodo che s’infilava secco nelle gomme della difesa rossonera, il Milan era un auto in panne costretta a fermarsi dal meccanico, e la Juve senza troppi patemi poteva superare e tornare in testa. Continua a leggere “Amauri risorge. In barba ai gobbi”