Dieci anni senza Robson, che Gascoigne chiamava “padre”

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È un figlio delle miniere inglesi Bobby, il padre estraeva carbone su nel nord del Paese e lo ha cresciuto con addosso un’ambizione, il Newcastle, che il Robson calciatore non ha mai gustato, riservandosela invece per la fine della sua vita, umana e sportiva, da allenatore. Dieci anni sono passati dalla morte del manager inglese, portato via da un tumore che ha sfidato a lungo anche nei suoi anni in panchina, specie nello stressante periodo al Barcellona. I suoi successi sono noti e dicono della sua abilità da tecnico. Ma c’è una storia che parla più di ogni partita vinta e dice del suo essere padre, prima che allenatore.

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VERSO GLI EUROPEI – Con Gazza Wembley esplode. Ma l’Inghilterra è maledetta

“Football comes home”: lo slogan di Euro ’96ricorda a tutto il Vecchio Continente il ritorno del calcio ai suoi lidi natii. Se di mezzo c’è pallone, anche il giugno inglese sa rivelarsi torrido, specie se la nazionale di casa ha sempre fatto grande fatica tra Europei e Mondiali. Come due anni prima, quando i Three Lions non riuscirono inspiegabilmente a qualificarsi per Usa ’94. O come nel ’92, quando all’Europeo di Svezia furono sbattuti fuori dalla fase a gironi, arrivando ultimi con solo un gol fatto. È un po’ la maledizione degli inglesi: vantano orgogliosamente l’origine di questo straordinario sport, e gelosi difendono il primato di campionato più bello del mondo, ma le delusioni che la loro nazionale ha concesso superano le gioie. Continua a leggere “VERSO GLI EUROPEI – Con Gazza Wembley esplode. Ma l’Inghilterra è maledetta”