La Championship ha messo la cresta (sognando un altro Sessegnon)

LampardTunnelBanner.jpg

Lampard, Bielsa, Karanka, e ancora Pulis, McLaren, Rowett, Steve Bruce… La Championship ha messo la cresta, e basta la lista dei manager ai nastri di partenza per capirlo. Salutati due giganti come Wolves e Cardiff, applaudita la cavalcata vittoriosa del Fulham (23 partite senza sconfitte dopo Natale per arrivare ai play-off e vincerli), la seconda divisione inglese è pronta al via questo fine settimana, cominciando una eterna trafila di partite che si concluderà solo a fine maggio. 24 squadre in corsa, più di 500 match previsti per un torneo snervante e faticoso. Una meraviglia dove, forse, non brillano fuoriclasse ma i tifosi ci sono sempre, tanto da essere il terzo campionato più seguito al mondo.

Continua a leggere “La Championship ha messo la cresta (sognando un altro Sessegnon)”

Se non avesse Hodgson, l’Inghilterra sarebbe più prevedibile dell’Italia

Il cammino dell’Italia agli Europei metterà sulla strada degli uomini di Prandelli la Nazionale inglese, vincitrice del girone D. Ad essere un po’ critici, ma neanche troppo, la sfida di domenica sera si preannuncia interessante, mettendo di fronte due squadre non di certo in piena salute. Del gioco tutt’altro che spumeggiante degli Azzurri si parla all’infinito sui nostri giornali, mentre la vittoria di ieri sera dei Three Lions contro l’Ucraina è giunta dopo una partita combattuta, emblema di una squadra infiacchita dalle tante assenze e priva di un vero leader di gioco (un’impressione che, peraltro, era stata offerta anche dal noioso pareggio contro la Francia e dalla vittoria contro la Svezia). Insomma, l’Inghilterra non macina un grande gioco, eppure riesce a vincere, e in questo merita una nota di lode il tecnico Roy Hodgson, un allenatore arrivato poco più di un mese fa tra le perplessità di tanti (ammetto anche mie), ma che in silenzio è stato capace di far ragionare la squadra. Continua a leggere “Se non avesse Hodgson, l’Inghilterra sarebbe più prevedibile dell’Italia”

Three Lions: l’addio di Cahill e il controverso caso Ferdinand

Se il 3-0 subito contro la Russia è stato l’emblema dello stato di forma degli Azzurri, messi ko dagli uomini di Advocaat e dal troppo vociare sul calcioscommesse, non se la passa certo meglio la Nazionale inglese. L’amichevole pre-Europeo è andata bene per gli uomini di Hodgson, che hanno battuto 1-0 il Belgio, ma il match ha dovuto registrare il brutto infortunio patito da Gary Cahill: il difensore del Chelsea ha infatti rimediato in uno scontro di gioco col proprio portiere Hart una doppia frattura alla mascella, e ha dovuto abbandonare la squadra e a tornarsene in Inghilterra. Al suo posto, è stato convocato il giovane Martin Kelly, difensore del Liverpool. Continua a leggere “Three Lions: l’addio di Cahill e il controverso caso Ferdinand”

Due o tre cose che Barça-Chelsea ci può insegnare…

La mano di Cech è protesa verso il cielo. Il pallone pare distante: saranno pochi centimetri, che però sembrano quasi chilometri. Invece la sfera si stampa sulla traversa: è un impatto fragoroso, in cui pare di sentire il rumore che fa un titano quando crolla su di sé. Qui si sono infranti i sogni del Barcellona degli extra-terrestri, incapace di avere la meglio di un Chelsea operaio e ordinato, bravo a difendersi con un catenaccio d’autore e a ripartire rapido di rimessa. Continua a leggere “Due o tre cose che Barça-Chelsea ci può insegnare…”

«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea

A guardare i protagonisti della vittoria di ieri del Chelsea contro il Napoli, appare evidente una cosa: sono tutti della vecchia guardia. C’è Didier Drogba, che ieri ha aperto le marcature e sembrava indomabile, ben lontano dallo spettro che nei mesi scorsi doveva spesso accomodarsi in panchina. C’è John Terry, che contro i partenopei ha messo una pietra sopra le tante critiche di razzismo delle settimane scorse, e ha guidato sicuro e sereno la sua squadra alla vittoria, siglando anche la rete del 2-0. C’era Frank Lampard a giganteggiare tra gli avversari, a riprendersi le chiavi di un centrocampo che quest’anno tanto aveva sentito la sua mancanza. E poi Ashley Cole, Branislav Ivanovic, Michael Essien… Giocatori che vestono in Blues da diversi anni, che parevano finiti quando, fino a pochi giorni fa, a guidarli era Villas Boas: alcuni di loro, all’andata al San Paolo, erano addirittura finiti in panchina. Continua a leggere “«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea”