Sì, esiste pure l’allenatore delle rimesse laterali, al Liverpool. E vuole rivoluzionare il calcio

 

Il-Liverpool-prende-un-allenatore-per-le-rimesse-laterali-lo-specialista-Gronnemark.jpg«Devo essere onesto, non ho mai sentito parlare di un allenatore delle rimesse laterali. Quando ho sentito di lui era chiaro che avrei voluto incontrarlo. Quando l’ho conosciuto ho capito che lo volevo ingaggiare». Non si fa problemi a raccontare come andò quell’incontro Jurgen Klopp, maestro di calcio a Dortmund e oggi a Liverpool. Per i Reds ormai da qualche mese è al lavoro Thomas Gronnemark, 42 anni danese, un passato da atleta e bobbista per la sua nazione, oggi primo allenatore delle rimesse laterali che il calcio conosca. Allo scandinavo appartiene il record di “throw-in” assoluto, con una distanza di 51,33 metri coperti lanciando la palla con le mani. Numeri che lo hanno avvicinato ormai da diversi anni a più club europei (in passato ha lavorato in patria con Horsens, Midtjylland e per alcune squadre di Bundesliga), con l’obbiettivo di rivoluzionare le rimesse laterali, troppo spesso considerate quasi inutili per schemi e giocate.

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A Liverpool si protesta: quanto costa il calcio in Inghilterra?

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È tema delicato il caro biglietti sui campi inglesi. L’episodio più emblematico è quello che stanno vivendo i tifosi del Liverpool, esternato ieri nel corso della gara col Sunderland: al minuto 77 tanti supporters (si stima 10mila) hanno abbandonato il proprio settore per incamminarsi verso le uscite. Il motivo, la crescita dei prezzi per assistere a una partita dei Reds: dal prossimo anno si spenderanno più di 100 euro per sedersi ad Anfield Road, mentre un abbonamento costerà tra i 908 e 1029 euro. Un’esagerazione per chiunque, culmine di una salita imperterrita che continua in tanti altri club britannici. Il minuto 77 non è stata una scelta casuale per la tifoseria scousers: è un richiamo all’anno della prima Coppa Campioni alzata al cielo dalla squadra di Paisley, ma è anche un riferimento ad un calcio che, purtroppo, non esiste più, quando andare a vedere i Reds era una passione per tutte le tasche.

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Il segreto tutto English del Southampton (e Hodgson gongola)

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Sono bastati trentasei mesi ai Saints per passare dal fondo incrostato della League One al podio luccicante della Premier League: tre anni a bordo di una scala mobile senza fine, che ora sta trasformando il Southampton nell’ennesima sorpresa di questo campionato inglese, alle spalle di Arsenal e Liverpool, non meno imprevedibili. Eppure, se c’era qualcuno che un pensiero sull’exploit dei biancorossi del sud lo aveva fatto era proprio il manager Mauricio Pochettino, che, assieme al resto della dirigenza, non ha mai nascosto come la qualificazione alla Champions League potesse essere un obbiettivo raggiungibile: il gruppo era solido, gli investimenti fatti durante l’estate (Lovren, Wanyama, Osvaldo) hanno dato più solidità senza neanche stravolgere. Continua a leggere “Il segreto tutto English del Southampton (e Hodgson gongola)”

Liverpool, poco importa l’1-1. La prima vittoria è arrivata in settimana

Allo Stadium of Light sabato si inseguivano motivazioni e sentimenti diversi. Uno su tutti caricava l’aria di Sunderland di dolore cristallino, facendo rima con un numero che in casa Liverpool è sinonimo di strage: 96, come le vittime che 23 anni fa persero la vita nella tragedia di Hillsborough. La pubblicazione in settimana dell’indagine su quella strage è stata accolta in casa Reds con un misto di umori, che va dal favore di chi è più di vent’anni che aspetta la verità, alla rabbia per una lunga trafila di menzogne, infamie e silenzi. E una grande attesa per la giustizia che c’è all’orizzonte, ieri riassunta sulle maglie nere con cui il Liverpool si è presentato in campo, dove quel numero, 96, svettava eloquente sulle spalle. Cifre che pesano sulla schiena di questi ragazzi: alcuni non erano neppure nati all’epoca di Hillsborough (Borini, Kelly, Sterling, Shelvey), altri quelle immagini le ricordano scolpite nella loro infanzia, come Steven Gerrard, nato e cresciuto in città, che su quegli spalti ha perso un cugino di soli 10 anni. Continua a leggere “Liverpool, poco importa l’1-1. La prima vittoria è arrivata in settimana”

Ecco perché “Buck Rodgers” vuole così tanto Borini

Dall’Inghilterra danno l’affare ormai per quasi fatto, in Italia Sabatini va cauto e dice che l’interesse del Liverpool per Borini «è reale. Lo stiamo valutando insieme a Franco Baldini e alla società e, in caso, agiremo di conseguenza». A ogni modo la trattativa che potrebbe portare il giovane attaccante della Roma ai Reds ha rotto la calma apparente di questi giorni di calciomercato, riavvicinando al calcio inglese un ragazzo che al Football d’Oltremanica deve molto. Continua a leggere “Ecco perché “Buck Rodgers” vuole così tanto Borini”

Alla fine hanno scelto l’operaio perdente in cerca di palmares

Roy Hodgson sarà il nuovo ct dell’Inghilterra. Manca solo l’ufficialità, che verrà data mercoledì prossimo, ma la notizia è ormai certa: l’ex-allenatore dell’Inter è stato scelto un po’ a sorpresa, al termine di tanti mesi di discussione, durante i quali sembrava che la scelta sarebbe caduta sul collega Harry Redknapp, tecnico del Tottenham. Ma il comunicato di oggi della federazione ha stupito tutti: il presidente della FA Bernstein ha dichiarato di aver parlato sempre e soltanto con l’ormai ex-allenatore del WBA, al quale verrà offerto un contratto di 4 anni. L’Europeo inizia tra poco più di un mese, e il tempo per conoscere la squadra e organizzarla al meglio è poco. Per questo serve l’esperienza di chi ha sulle spalle tanti anni di lavoro in giro per il mondo tra Italia, Svizzera, Inghilterra e Paesi Scandinavi. Forse è per questo che Hodgson è stato preferito al più inesperto Redknapp, insieme all’alta clausola rescissoria che vincola il tecnico del Tottenham, 10 milioni di euro, una cifra che difficilmente la federazione si sarebbe sognata di sborsare in questa situazione. Continua a leggere “Alla fine hanno scelto l’operaio perdente in cerca di palmares”

A Liverpool nessuno legge il “Sun”. Dal 1989

C’è un fronte di lotta che unisce la Liverpool del calcio, sia questa rossa o blu. È l’avversione a un giornale, il Sun, che da ormai 23 anni in città è messo al palo. Il tabloid di Murdoch qui non si vende, addirittura tanti edicolanti non vogliono neanche tenerlo sui loro scaffali. È un vero e proprio boicottaggio, che si è fatto sentire anche sabato scorso a Wembley, dove è andata in scena la semifinale di FA Cup tra i Reds e l’Everton: 30mila manifestini sono stati stampati per protestare contro il quotidiano. “Don’t buy The Sun”. Continua a leggere “A Liverpool nessuno legge il “Sun”. Dal 1989″

Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?

«Tanto c’ha ragione chi fa gol!» Era la canzonatoria verità raccontata dalla sigla di un noto programma sportivo italiano di qualche anno fa. Un ritornello che sembrava di sentire rimbombare anche questo weekend dagli spalti di Wembley, dove sono andate in scena le due semifinali di ritorno di Fa Cup. Il tempio del calcio inglese ha ospitato due grandi match, che hanno premiato con l’accesso in finale Liverpool e Chelsea, spinte dalle reti di due attaccanti tanto messi in dubbio quest’anno quanto decisivi in coppa: Andy Carroll e Didier Drogba.

Il primo ha solo 23 anni e in questa stagione è stato il giocatore che più c’ha messo la faccia per pagare il flop di Dalglish: l’ottavo posto dei Reds è una delusione infinita, mitigata parzialmente dalla vittoria in Carling Cup dello scorso febbraio. Continua a leggere “Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?”

Quel lungo applauso di Anfield Road all’ex toffees

È da poco iniziato il secondo tempo. Il copione sembra lo stesso dei 45 minuti appena trascorsi: il Liverpool continua a fare la partita, impallinando un Arsenal che pare reggere solo grazie ai numeri del suo giovane portiere polacco Szczesny. Un rigore sbagliato, due pali e altre numerose occasioni: ma il risultato non sembra volersi scostare da quel 1-1 che la zuccata di Van Persie ha suggellato, replicando all’autogol di Koscielny. I Gunners sembrano assenti, soprattutto a centrocampo: su tutti, è Mikel Arteta a non trovare il suo spazio, ingabbiato dal pressing della squadra di casa. Per lui questa era una partita speciale: tornava finalmente a Liverpool, Continua a leggere “Quel lungo applauso di Anfield Road all’ex toffees”

Più umani di una sconfitta, più eroici di una vittoria: i rigori dei cugini Gerrard

«Mi spiace tanto, Anthony». Per un attimo Steven interrompe i suoi festeggiamenti e si avvicina al cugino. Con le mani gli prende il volto: un gesto di affetto, nel tentativo di consolarlo. Entrambi hanno sbagliato un rigore, in questa beffarda finale di Carling Cup. I due cugini Gerrard, uno di fronte all’altro, uniti da questo comune errore. Seppur con esiti opposti…
Steven è il più vecchio dei due, oltre ad essere il più famoso e il più titolato: gioca in un top club come il Liverpool, ha infiammato tutti gli stadi più importanti d’Europa, e dalla sua ha anche una Coppa Uefa e una Champions. Che vuoi che sia per uno come lui un errore dal dischetto in una finale di Carling Cup? Continua a leggere “Più umani di una sconfitta, più eroici di una vittoria: i rigori dei cugini Gerrard”