Il tifoso del Newcastle con la maglia del Sunderland. In ricordo del padre

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Ha chiesto di rimanere anonimo, ovviamente, prima che i suoi compagni di tifo del Newcastle non gli perdonassero più quello scatto fatto questa mattina fuori da Wembley, con addosso i colori dei rivali del Sunderland. Non serve però dare un nome all’immagine di questo tifoso, ma basta leggere cosa c’è scritto sulle spalle di quella divisa portata con un filo di imbarazzo per capire il valore di questa foto: “4 you dad”.

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Mou: «Cos’ho detto ai ragazzi? Nulla, è stato il massaggiatore a parlare»

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VIDEO – Altra perla simpatica di José Mourinho. Il Chelsea ha battuto il Manchester City e lo Special One si presenta in conferenza stampa. Un giornalista gli chiede conto di cosa ha detto ai ragazzi prima dell’inizio della partita. La risposta: «Io non ho parlato. È stato Billy il massaggiatore che ha parlato alla squadra, sono serio».  Continua a leggere “Mou: «Cos’ho detto ai ragazzi? Nulla, è stato il massaggiatore a parlare»”

Ddr, Stasi e archivi segreti: la storia di Uwe Rosler

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DA TEMPI.IT – La scena è da film sugli anni della guerra fredda e potrebbe richiamare un’inquadratura de Le vite degli altri o un interrogatorio da Good bye, Lenin. Le luci soffuse di un ufficio della Stasi, il tono minaccioso di due agenti della polizia segreta della Germania dell’Est, dall’altra parte del tavolo un giovane calciatore. «Vuoi continuare a giocare per la Lokomotive? Allora devi collaborare con noi». È la fine degli anni Ottanta e la Lokomotive in questione è la squadra di Lipsia. Il ragazzino, invece, si chiama Uwe Rosler, tanti anni dopo si farà conoscere a Manchester segnando 50 reti in 5 stagioni con la maglia del City, per poi diventare allenatore e finire nel 2011 al Brentford, League One. Non è però agli anni inglesi che ha dedicato le pagine più salienti della sua autobiografia appena pubblicata, bensì alla gioventù trascorsa tra le maglie strette della Ddr, negli anni in cui la Repubblica Democratica Tedesca stava tirando gli ultimi pesanti respiri.

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Hart, il segreto per diventare il migliore ha un nome italiano: Battara

L’emblema della vittoria del City sul Wba sta tutto nella manona aperta di Joe Hart sulla rovesciata di Lukaku: il tempo è agli sgoccioli, il continuo capovolgersi di fronte anima un match parcheggiato sull’1-1 per le reti di Long e Dzeko, la giovane punta belga prova un potente colpo a sorpresa. Ma il portierone inglese vola a dirgli di no, compiendo una delle parate più belle della giornata. Il resto è cronaca: i Baggies battono male il corner, il City ribalta velocemente l’azione con Aguero che serve in mezzo Dzeko, freddo a fulminare Foster per un incredibile 2-1. Continua a leggere “Hart, il segreto per diventare il migliore ha un nome italiano: Battara”

Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich

In Inghilterra sembra che non sia cambiato nulla. Avevamo lasciato il City a maggio campione nazionale, vincitore nella rocambolesca sfida contro il Qpr, e lo ritroviamo ancora una volta sugli allori, protagonista del primo trofeo di stagione, il Community Shield. Il 3-2 con cui gli uomini di Mancini hanno superato il Chelsea di Di Matteo mette in luce l’ottimo stato di forma dei Citizens, capaci di restare competitivi senza essersi concessi ad un mercato troppo dispendioso (ieri non era in campo il “solo” acquisto del club, cioè il giovane Rodwell dall’Everton, pagato la bellezza di 15 milioni di sterline), ma valorizzando al meglio l’organico della scorsa stagione. Continua a leggere “Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich”

A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia

Non basta dire che il campionato inglese è il più bello del mondo per spiegare quanto successo questo pomeriggio. Certo, sono sicuro che a Roberto Mancini sarà passato per la testa più di una volta di stramaledire il fottuto agonismo che gli inglesi mettono in campo sempre, specie se quella che deve essere la vittima sacrificale della corsa del City al titolo, ovvero il QPR, ha disperatamente bisogno di vincere per salvarsi. E non basta neanche godere per la consacrazione del cosiddetto “italian-style” tra le panchine d’Oltremanica, dove i due giovani Roberto stanno stupendo tutti con squadre motivate e ben organizzate, bagnando il naso ai ben più stagionati Sir Alex e Monsieur Arsène, e ancor più allo spocchioso portoghese, Villas Boas s’intende. Continua a leggere “A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia”

Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché

Segna poco, ma fa i gol pesanti. È un nome poco echeggiante, che ama stare lontano da voci di mercato e rumors extra-calcistici, ma a guardare la classifica dei giocatori più pagati al mondo, il suo portafoglio è il quinto in classifica, e tra gli inglesi ha davanti solo Wayne Rooney. E a vedere le due reti con cui Yaya Touré ha regalato la vittoria di ieri al Manchester City sul Newcastle capisci che quei soldi l’ivoriano li vale tutti.

11 milioni di euro è il suo ingaggio annuale. Guadagnano meno di lui tutti i vari bomber di casa Mancini, come Aguero, Dzeko, Tevez, Balotelli… Un dato singolare, che stride a pensare che – va detto – Touré non si contraddistingue neanche per le capacità realizzative sottorete: il suo bottino di 12 gol in 2 anni coi Citizens è buono, ma non eccelso per chi come lui ha doti da trequartista. Continua a leggere “Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché”

E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?

«È il derby più importante della mia vita». Se a dirlo è un certo Alex Ferguson, che da 26 anni è protagonista della stracittadina di Manchester, si può essre certi che la dichiarazione non è di circostanza. Finalmente ci siamo: stasera la Premier assisterà alla partita che più attende, City contro United, lo scontro al vertice tra le due contendenti al titolo. Un incontro superfluo ai fini di classifica solo un paio di settimane fa, quando i Red Devils erano saliti a +8 sui rivali. Poi una sconfitta e un pareggio hanno ridotto la distanza a soli 3 punti, riaccendendo le speranze degli uomini di Mancini. Che arrivano al match da favoriti: giocano in casa, negli ultimi incontri sono parsi più in forma, hanno recuperato al meglio un fuoriclasse come Tevez e per l’occasione potranno contare anche su Balotelli, al rientro dalla squalifica. E poi, saranno trascinati dalla voglia di sancire per una volta la superiorità sui concittadini, da sempre più forti. Continua a leggere “E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?”

I tifosi del Wolverhampton sono commoventi, i paragoni con Genova un po’ meno

«Que sera, sera…». Il nostalgico saluto di Wolverhampton alla Premier League ha tinte che vanno dal romantico al fatale. Ieri la sconfitta per 2-0 contro il battagliero Manchester City ha segnato l’aritmetica retrocessione in Championship dei Wolves, ma sugli spalti non ci sono state contestazioni, nonostante il verdetto arrivi al termine di una stagione durissima. Sciarpe al vento, cori di sostegno e qualche lacrima: un quadro che fa venire la pelle d’oca. Pochi chilometri più a sud, a Portsmouth, un’altra immagine simile: la squadra locale perde 1-2 in casa col Derby e scivola ancora più giù, in League 1. Ma la vicinanza del pubblico è grande, nonostante il comprensibile risentimento per la sempre più prossima promozione dei cugini del Southampton in Premier League: la crisi economica del club e i 10 punti di penalizzazione sono un motivo più che valido per andare ogni week-end dietro a quella squadra. Ieri abbiamo avuto così due immagini da brividi, che valgono più di qualsiasi trattato sul tifo inglese. Continua a leggere “I tifosi del Wolverhampton sono commoventi, i paragoni con Genova un po’ meno”

Tevez è tornato. Ora provate a trattarlo come Balotelli

Da settembre a marzo non ha giocato. Mancini non lo voleva più in squadra per il suo comportamento troppo spesso sopra le righe, e Tevez era stato pure vicino ad andarsene da Manchester: ma le avances di Milan e PSG non s’erano concretizzate, e una volta ingoiato il rospo, l’Apache aveva dovuto chiedere scusa e rimettersi al lavoro, tra match con la selezione delle riserve e scampoli di partite in prima squadra. Ma la pazienza di Mancini e la buona volontà del giocatore ieri hanno dato i loro frutti nella vittoria dei Citizens contro il West Brom: complice l’assenza di Balotelli, Tevez è tornato titolare, ha giocato 62 minuti di notevole intensità e ha segnato pure il terzo dei quattro gol con cui il City ha piallato la squadra di Roy Hodgson. Un poker dalla posta decisamente ricca: riaccende infatti le flebili speranze della squadra seconda in classifica, che vede diminuire a cinque punti il divario con lo United, sconfitto a Wigan 1-0. Mancini frena e ripete che il discorso titolo è ormai chiuso. Ma il calendario pare offrirgli ancora qualche chance: mancano cinque giornate al termine, e c’è ancora da giocare lo scontro diretto, per di più tra le mura amiche.
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