Hart, il segreto per diventare il migliore ha un nome italiano: Battara

L’emblema della vittoria del City sul Wba sta tutto nella manona aperta di Joe Hart sulla rovesciata di Lukaku: il tempo è agli sgoccioli, il continuo capovolgersi di fronte anima un match parcheggiato sull’1-1 per le reti di Long e Dzeko, la giovane punta belga prova un potente colpo a sorpresa. Ma il portierone inglese vola a dirgli di no, compiendo una delle parate più belle della giornata. Il resto è cronaca: i Baggies battono male il corner, il City ribalta velocemente l’azione con Aguero che serve in mezzo Dzeko, freddo a fulminare Foster per un incredibile 2-1. Continua a leggere “Hart, il segreto per diventare il migliore ha un nome italiano: Battara”

Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich

In Inghilterra sembra che non sia cambiato nulla. Avevamo lasciato il City a maggio campione nazionale, vincitore nella rocambolesca sfida contro il Qpr, e lo ritroviamo ancora una volta sugli allori, protagonista del primo trofeo di stagione, il Community Shield. Il 3-2 con cui gli uomini di Mancini hanno superato il Chelsea di Di Matteo mette in luce l’ottimo stato di forma dei Citizens, capaci di restare competitivi senza essersi concessi ad un mercato troppo dispendioso (ieri non era in campo il “solo” acquisto del club, cioè il giovane Rodwell dall’Everton, pagato la bellezza di 15 milioni di sterline), ma valorizzando al meglio l’organico della scorsa stagione. Continua a leggere “Community Shield: un City d’annata vale più degli 80 milioni di Abramovich”

A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia

Non basta dire che il campionato inglese è il più bello del mondo per spiegare quanto successo questo pomeriggio. Certo, sono sicuro che a Roberto Mancini sarà passato per la testa più di una volta di stramaledire il fottuto agonismo che gli inglesi mettono in campo sempre, specie se quella che deve essere la vittima sacrificale della corsa del City al titolo, ovvero il QPR, ha disperatamente bisogno di vincere per salvarsi. E non basta neanche godere per la consacrazione del cosiddetto “italian-style” tra le panchine d’Oltremanica, dove i due giovani Roberto stanno stupendo tutti con squadre motivate e ben organizzate, bagnando il naso ai ben più stagionati Sir Alex e Monsieur Arsène, e ancor più allo spocchioso portoghese, Villas Boas s’intende. Continua a leggere “A Manchester bastano due minuti per cambiare la storia”

Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché

Segna poco, ma fa i gol pesanti. È un nome poco echeggiante, che ama stare lontano da voci di mercato e rumors extra-calcistici, ma a guardare la classifica dei giocatori più pagati al mondo, il suo portafoglio è il quinto in classifica, e tra gli inglesi ha davanti solo Wayne Rooney. E a vedere le due reti con cui Yaya Touré ha regalato la vittoria di ieri al Manchester City sul Newcastle capisci che quei soldi l’ivoriano li vale tutti.

11 milioni di euro è il suo ingaggio annuale. Guadagnano meno di lui tutti i vari bomber di casa Mancini, come Aguero, Dzeko, Tevez, Balotelli… Un dato singolare, che stride a pensare che – va detto – Touré non si contraddistingue neanche per le capacità realizzative sottorete: il suo bottino di 12 gol in 2 anni coi Citizens è buono, ma non eccelso per chi come lui ha doti da trequartista. Continua a leggere “Touré vale 11 milioni l’anno. E col Newcastle si è visto perché”

Mancio attento. Questo Newcastle sa volare. Ecco perché

Se la vittoria del City sullo United ha spostato gli equilibri della Premier verso la sponda azzurra di Manchester, gli uomini di Mancini dovranno aspettare ancora per fare festa. Davanti a loro ci sono infatti ancora due giornate decisamente impegnative, specie il match di domenica prossima, che vedrà i Citizens affrontare una delle squadre più in forma del momento: il Newcastle. In riva al Tyne si fa festa. Da anni l’Europa non butta più l’occhio di qua: le ultime primavere piovose hanno infradiciato troppo le jersey bianconere, che nel 2009 sono dovute passare pure dalle lavanderie della Championship. Ma gli ultimi risultati, culminati nel brillante 2-0 di ieri sera al Chelsea di Di Matteo, sono state la ciliegina sulla torta di questa stagione, che già tante soddisfazioni ha regalato ai ragazzi di Alan Pardew. Per carità, la squadra era stata costruita bene, con ottimi giocatori in ogni reparto. Ma nessuno si aspettava di poter stare così a lungo tra le grandi della Premier, davanti a club come Chelsea e Liverpool, e giocandosi l’accesso alla Champions League con Arsenal e Tottenham. Continua a leggere “Mancio attento. Questo Newcastle sa volare. Ecco perché”

E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?

«È il derby più importante della mia vita». Se a dirlo è un certo Alex Ferguson, che da 26 anni è protagonista della stracittadina di Manchester, si può essre certi che la dichiarazione non è di circostanza. Finalmente ci siamo: stasera la Premier assisterà alla partita che più attende, City contro United, lo scontro al vertice tra le due contendenti al titolo. Un incontro superfluo ai fini di classifica solo un paio di settimane fa, quando i Red Devils erano saliti a +8 sui rivali. Poi una sconfitta e un pareggio hanno ridotto la distanza a soli 3 punti, riaccendendo le speranze degli uomini di Mancini. Che arrivano al match da favoriti: giocano in casa, negli ultimi incontri sono parsi più in forma, hanno recuperato al meglio un fuoriclasse come Tevez e per l’occasione potranno contare anche su Balotelli, al rientro dalla squalifica. E poi, saranno trascinati dalla voglia di sancire per una volta la superiorità sui concittadini, da sempre più forti. Continua a leggere “E se per una volta fosse il City a «rovinare la vita» ai Red Devils?”

Tevez è tornato. Ora provate a trattarlo come Balotelli

Da settembre a marzo non ha giocato. Mancini non lo voleva più in squadra per il suo comportamento troppo spesso sopra le righe, e Tevez era stato pure vicino ad andarsene da Manchester: ma le avances di Milan e PSG non s’erano concretizzate, e una volta ingoiato il rospo, l’Apache aveva dovuto chiedere scusa e rimettersi al lavoro, tra match con la selezione delle riserve e scampoli di partite in prima squadra. Ma la pazienza di Mancini e la buona volontà del giocatore ieri hanno dato i loro frutti nella vittoria dei Citizens contro il West Brom: complice l’assenza di Balotelli, Tevez è tornato titolare, ha giocato 62 minuti di notevole intensità e ha segnato pure il terzo dei quattro gol con cui il City ha piallato la squadra di Roy Hodgson. Un poker dalla posta decisamente ricca: riaccende infatti le flebili speranze della squadra seconda in classifica, che vede diminuire a cinque punti il divario con lo United, sconfitto a Wigan 1-0. Mancini frena e ripete che il discorso titolo è ormai chiuso. Ma il calendario pare offrirgli ancora qualche chance: mancano cinque giornate al termine, e c’è ancora da giocare lo scontro diretto, per di più tra le mura amiche.
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Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello

Devo dirvi la verità. L’intervento di Balotelli su Song nel corso di Arsenal-Manchester City è stata un’entrata dura e cruenta, al limite del codice penale. Ma non m’ha scandalizzato eccessivamente. L’ho trovata violenta, ma non diversa da tanti altri falli che si vedono in campo, in Inghilterra come in Italia. Ciò che più m’ha infastidito, invece, è la nuova campagna mediatica che si è scatenata contro il bresciano: l’ennesima arringa su un campione che si sta bruciando con le sue stesse mani, una nuova tirata d’orecchie di penne scandalizzate che pretendono che un ragazzo di 21 anni sia più maturo di quello che è.

Balotelli non è certo un esempio di maturità, e durante questa stagione al City ce lo ha dimostrato di continuo. Il suo comportamento si è rivelato troppo spesso non all’altezza del suo blasone, e tante volte ha tradito Mancini e la squadra, che su di lui puntavano per battere i rivali dello United. Ma la realtà dei fatti dimostra anche un’altra cosa: i troppi riflettori puntati sui suoi comportamenti, i peana delle sue bravate, le tante foto che immortalano le sue vicende extra-calcistiche, non hanno fatto altro che provocare l’effetto contrario. Rendere Mario ulteriormente nervoso, molestare la poca serenità che un ragazzotto di vent’anni. Continua a leggere “Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello”

«Mario, Sposati!» Cronaca semiseria di un matrimonio che non s’ha da fare

«Mario, Sposati!» Le parole di Mancini pesano come quelle di un padre, e il suo consiglio ha il sapore di quelle grandi verità che ormai solo i nonni sono capaci di riservare. «Il matrimonio potrebbe aiutarlo, perché se un giocatore non ha una vita privata buona non può giocare ad alti livelli». Mah, sarà… non mi sembra di ricordare però che George Best, quando vinse la Coppa Campioni, avesse una vita tutta casa e chiesa, men che meno Maradona, che quasi all’unanimità è sempre indicato come il miglior calciatore di sempre… ma comunque…Via, festeggiamo allegramente queste nozze.

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