Ddr, Stasi e archivi segreti: la storia di Uwe Rosler

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DA TEMPI.IT – La scena è da film sugli anni della guerra fredda e potrebbe richiamare un’inquadratura de Le vite degli altri o un interrogatorio da Good bye, Lenin. Le luci soffuse di un ufficio della Stasi, il tono minaccioso di due agenti della polizia segreta della Germania dell’Est, dall’altra parte del tavolo un giovane calciatore. «Vuoi continuare a giocare per la Lokomotive? Allora devi collaborare con noi». È la fine degli anni Ottanta e la Lokomotive in questione è la squadra di Lipsia. Il ragazzino, invece, si chiama Uwe Rosler, tanti anni dopo si farà conoscere a Manchester segnando 50 reti in 5 stagioni con la maglia del City, per poi diventare allenatore e finire nel 2011 al Brentford, League One. Non è però agli anni inglesi che ha dedicato le pagine più salienti della sua autobiografia appena pubblicata, bensì alla gioventù trascorsa tra le maglie strette della Ddr, negli anni in cui la Repubblica Democratica Tedesca stava tirando gli ultimi pesanti respiri.

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