Hasty, il calciatore che aveva un braccio solo e cadde vittima dei Troubles

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Scendeva da Brougham Street alle 8 del mattino, Jimmy Hasty. La zona è quella del nord ovest di Belfast, Sailortown, quartiere di marinai e armatori, o tutt’al più operai. Vi era nato nel ’36 e qui era tornato a vivere, e quella mattina era appena uscito di casa diretto verso il suo lavoro (faceva l’allibratore): il passo deciso di chi ha quarant’anni e una vita che ha ancora un secondo tempo da giocarsi davanti. Cosa gli accadde in quel momento fatale, come si trovò una pistola alla schiena, resta un mistero, così come è un mistero – tutt’oggi – il nome di chi sparò alle sue spalle in quella fredda mattina dell’11 ottobre del 1974 a Belfast. Si sa per certo, però, che quel delitto fu un’azione di vendetta dell’Ulster Volunteer Force, una delle forze paramilitari lealiste che sconvolsero il Nord Irlanda contrapponendosi alla violenza dell’Ira.

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Le critiche di Belfast allo stemma dell’Irlanda

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La nuova maglia irlandese in vista degli Europei divide, e se lo stemma disegnato per le amichevoli pasquali della squadra di Martin O’Neill passa quasi inosservato a Dublino, a Belfast monta la rabbia di alcuni giornali. Il badge infatti celebra il centenario della Easter Rising, la rivolta di Pasqua che nel 1916 rappresentò il primo tentativo irlandese di rendersi indipendente dalla Gran Bretagna, soppressa nel sangue dopo pochi giorni. Un evento che nella Repubblica irlandese si preparano a ricordare da mesi, scegliendo di coinvolgere pure il calcio con un semplice riferimento alle date: 1916-2016.

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Jimmy Jones e il Belfast Celtic: là dove il calcio dà poca gloria e molti lividi

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Forse la storia di Jimmy Jones interesserà poco al lettore italiano. Forse nella morte di questo vecchio attaccante nord-irlandese, deceduto in settimana all’età di 85 anni, si troverà poco di cui parlare, tanto quanto nel suo ruolino calcistico, discretamente anonimo se non fosse per un record, le 74 reti messe a segno col Glenavon nella stagione ’56-’57, il massimo che un attaccante sia riuscito a fare nel campionato calcistico dell’Ulster. Che è poca cosa, si dirà: una terra che ha conosciuto un gioiello come George Best e che, per un’assurdo destino, ha visto il massimo del talento potesse germogliare da quelle parti tutto concentrato lì, nel quinto beatle, lasciando le briciole ai vari Jennings, O’Neill, Healy.
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