Il calcio in Italia è in crisi. Ma è solo colpa degli ultras?

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Articolo interessante da “Contropiede.net” – «Gli ultras sono la rovina del calcio». È oramai la frase più sentita e inflazionata sulla bocca di scrive e parla di pallone, a condannare i tanti eccessi che ogni week end provengono dalle curve o dagli ambienti più o meno limitrofi: razzismo, violenza, intemperanze, prepotenze. Se ne parlava giusto pochi giorni fa su questa testata, incappando in una serie di errori che testimoniano un giudizio fintanto affrettato sul caso: perché se si parla del derby di Genova e del suo spostamento dalle 12.30 alle 20.45 non si può scordarsi di dire che i cosiddetti “lunch match” non sono stati inventati per motivi di ordine pubblico, bensì per asservire i desideri delle sempre più imperanti pay-tv, e che la concomitanza con la fiera di Sant’Agata difficilmente avrebbe giovato al derby, ma anzi si sarebbero rubati partecipanti (e quindi incassi) e che in qualsiasi città, a maggior ragione nell’intricata Genova, due eventi tanto frequentati e così vicini avrebbero per lo meno creato intasamenti e traffico. Continua a leggere “Il calcio in Italia è in crisi. Ma è solo colpa degli ultras?”

Senza Rangers e Old Firm, quanto conta per il Celtic tornare in Champions

In casa Celtic si vive un’attesa silente e fiduciosa. Il 2-0 con cui i Bhoys hanno vinto in trasferta la sfida d’andata dei preliminari di Champions è una garanzia abbastanza solida, ma nessuno osa parlare prima del ritorno in programma stasera, quando a Glasgow l’Helsingborg proverà a fare l’impresa (dura, dato che negli ultimi 10 anni il club cattolico ha perso in casa una partita di fase eliminatoria con più di due gol di scarto solo contro Arsenal e Barcellona). Se le cose dovessero andare bene per gli uomini di Lennon, allora il club tornerà finalmente in Champions League dopo 4 anni: un traguardo importante, e non soltanto perché sancirebbe finalmente il ritorno degli Hoops nel calcio europeo che conta. Continua a leggere “Senza Rangers e Old Firm, quanto conta per il Celtic tornare in Champions”

“Ludere causa ludendi”: il calcio amatoriale del Queen’s Park compie 145 anni

Se l’incerto futuro dei Rangers può fare i conti per ora con una sola certezza, ovvero il divieto a partecipare alla prossima Premier League scozzese, si apre un’interessante prospettiva qualora i Teddy Bears venissero retrocessi nella più bassa categoria del professionismo caledoniano. Scopriranno solo la prossima settimana in quale serie verranno accettati, ma se dovessero ripartire dalla Third Division allora per i Rangers si riproporrebbe una sfida dal sapore ottocentesco, quella contro il Queen’s Park. Continua a leggere ““Ludere causa ludendi”: il calcio amatoriale del Queen’s Park compie 145 anni”

Il derby più antico del mondo per la coppa più antica del mondo

Era il 1902. Con un 1-0 sofferto gli Hibs strappavano la Scottish Cup dalle mani del Celtic. I biancoverdi di Edimburgo contro i biancoverdi di Glasgow: le due anime calcistiche cattoliche della Scozia una contro l’altra, in un trofeo che già allora sapeva di storia. 1873-74 è l’anno della prima edizione. Lo si legge sulla pancia della Coppa: è la competizione più antica del mondo, e sabato 19 maggio vivrà ad Hampden Park il suo 127esimo atto conclusivo. Quel 26 aprile del 1902 s’incrociarono Hibernian e Celtic: se per i cattolici di Glasgow iniziava un lungo secolo che ha fatto della parola successo il suo termine più frequente, per quelli di Edimburgo questo rimane l’ultimo successo in Scottish Cup. È passato più di un secolo ormai: gli Hibs hanno avuto una storia sempre modesta, in un campionato schiacciato dall’assoluta predominanza di Celtic e Rangers. Le poche briciole che l’Old Firm ha lasciato cadere dal tavolo hanno visto azzuffarsi Aberdeen, Dundee Utd, e le due squadre di Edimburgo, Hibernian e Heart of Midlothian. Continua a leggere “Il derby più antico del mondo per la coppa più antica del mondo”

Falliti sì, ma non umiliati. E così i Rangers rimandano la festa del Celtic

Non succedeva dal 1967. Era da quell’anno che il Celtic non vinceva il titolo scozzese con un trionfo in casa dei rivali dei Rangers. Una stagione che fu tanto gloriosa per i biancoverdi quando amara per i Gers: i primi infatti non s’accontentarono del campionato, ma vinsero anche Coppa dei Campioni e Coppa di Lega, diventando la prima squadra in Europa a realizzare un treble, otriplete. I secondi invece, arrivarono in finale di Coppa delle Coppe, ma persero contro il Bayern Monaco, trovandosi con un pugno di mosche in mano a veder festeggiare i rivali cittadini sul tetto d’Europa. Ieri poteva ripetersi una partita simile, e simili potevano essere persino gli umori: il Celtic andava a Ibrox, a giocarsi il campionato. Una vittoria voleva dire laurearsi campione con 7 giornate d’anticipo, e voleva dire soprattutto schiaffeggiare i Rangers a casa loro, nel momento più difficile della loro storia: come già raccontavamo qualche tempo fa, i Teddy Bears sono infatti in amministrazione controllata e sull’orlo del fallimento. Forse poteva essere uno degli ultimi derby. Ma la storia non si è ripetuta, e la squadra di casa ha detto di no: falliti sì, ma non umiliati. E così hanno vinto: 3-2. Continua a leggere “Falliti sì, ma non umiliati. E così i Rangers rimandano la festa del Celtic”

Una Scottish Premier senza Rangers è come un Conte senza toupet

A Glasgow si respira un’aria triste e tesa. Della crisi economica dei Rangers si sapeva da tempo, ma la notizia di ieri è stato un pugno nello stomaco: i Gers sono in amministrazione controllata. La squadra sarebbe infatti sull’orlo del fallimento, e avrebbe chiesto questa soluzione al tribunale di Edimburgo, per evitare il definitivo crack. Il suo debito con l’Erario potrebbe presto toccare i 75 milioni di sterline, e si sta quindi cercando di risolvere al meglio la questione. Il futuro è ancora poco sicuro, dato che la crisi evolve di settimana in settimana, ma di certo le tinte sono scure, soprattutto per quanto riguarda le penalizzazioni cui la squadra andrà incontro: nella migliore delle ipotesi Continua a leggere “Una Scottish Premier senza Rangers è come un Conte senza toupet”