Verso Sochi – Se un bullone arrugginito vale più dell’oro: il bobbista Eugenio Monti

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Chissà se Eugenio Monti ci ha mai fatto caso. Tra i tanti metalli preziosi che hanno costellato la sua carriera, quello che gli consegnò il primato più speciale fu proprio il vecchio ferro arrugginito del bullone che, alle Olimpiadi del ’64, stava guastando la discesa dei bobbisti inglesi Tony Nash e Roby Dixon. Grazie a quell’episodio l’ampezzano ricevette, primo sportivo di sempre, la medaglia Pierre De Coubertin, il riconoscimento più nobile che un atleta possa ricevere: l’alloro è il premio che il Cio assegna ai gesti più sportivi e altruisti. Perché quando seppe che i due britannici rischiavano di dover rinunciare alla discesa per quel ferro mancante, fu Monti a cedergliene uno della dotazione italiana, e quando grazie proprio a quel gesto Nash e Dixon vinsero l’oro superando proprio gli italiani, lui non si pentì per l’omaggio fatto. Anzi, rispondeva ai giornalisti: «Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone. Ha vinto perché è andato più veloce». Continua a leggere “Verso Sochi – Se un bullone arrugginito vale più dell’oro: il bobbista Eugenio Monti”