L’etica Prandelliana ha bisogno stressante di «storie belle». Ma si scorda Pepito Rossi

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Delude particolarmente leggere le parole di Prandelli relative all’esclusione di Giuseppe Rossi. Perché si capisce fino in fondo quanto sia diventato triste il calcio di etica e gesti esteriori, simboli e moralismi che il nostro pallone predica sempre più come sua legge di vita, incurante di quella che sono le aspirazioni e i desideri dei suoi protagonisti stessi, uomini come tutti gli altri, con una filosofia di cui il ct degli Azzurri ha scelto di diventare l’emblema nei suoi 4 anni a Coverciano. Per il resto ci sarebbe poco da dire della più o meno giusta scelta dell’allenatore, che ha voluto inserire tra i pre-convocati per i Mondiali l’attaccante della Fiorentina, lasciandolo poi fuori dai 23 definitivi. Continua a leggere “L’etica Prandelliana ha bisogno stressante di «storie belle». Ma si scorda Pepito Rossi”

Chi sale sul carro di Balotelli riconosce in silenzio cosa comanda nel calcio

Grazie Mario, perché alla fine li hai fatti tacere. Zitti e mosca, tutti a casa. E non parlo solo dei tedeschi: vedere la perfezione del calcio teutonico incrinarsi inesorabile di fronte al tuo bolide del 2-0 è stata una grande goduria che ha fatto riflettere. Proprio tu hai mandato al tappeto quell’austera eccellenza, tu che sei così imperfetto, così criticato, così sopra le righe. Continua a leggere “Chi sale sul carro di Balotelli riconosce in silenzio cosa comanda nel calcio”

Cassano e le risate dei giornalisti…

Forse poteva evitare. Forse Cassano poteva evitare di usare un certo linguaggio, parlando degli “omosessuali” come “froci”, e poteva stare un po’ più accorto nel fare quelle dichiarazioni. In fondo, c’era da aspettarsi che chi gli chiedeva dei gusti sessuali dei suoi compagni di squadra facendo riferimento alle parole di Cecchi Paone (che, guarda caso, riesce sempre ad essere al centro dell’attenzione mediatica non appena ha da promuovere qualche iniziativa editoriale), non aspettava altro che strumentalizzare qualsiasi sua parola, qualora fosse stata appena sopra le righe. Continua a leggere “Cassano e le risate dei giornalisti…”

Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello

Devo dirvi la verità. L’intervento di Balotelli su Song nel corso di Arsenal-Manchester City è stata un’entrata dura e cruenta, al limite del codice penale. Ma non m’ha scandalizzato eccessivamente. L’ho trovata violenta, ma non diversa da tanti altri falli che si vedono in campo, in Inghilterra come in Italia. Ciò che più m’ha infastidito, invece, è la nuova campagna mediatica che si è scatenata contro il bresciano: l’ennesima arringa su un campione che si sta bruciando con le sue stesse mani, una nuova tirata d’orecchie di penne scandalizzate che pretendono che un ragazzo di 21 anni sia più maturo di quello che è.

Balotelli non è certo un esempio di maturità, e durante questa stagione al City ce lo ha dimostrato di continuo. Il suo comportamento si è rivelato troppo spesso non all’altezza del suo blasone, e tante volte ha tradito Mancini e la squadra, che su di lui puntavano per battere i rivali dello United. Ma la realtà dei fatti dimostra anche un’altra cosa: i troppi riflettori puntati sui suoi comportamenti, i peana delle sue bravate, le tante foto che immortalano le sue vicende extra-calcistiche, non hanno fatto altro che provocare l’effetto contrario. Rendere Mario ulteriormente nervoso, molestare la poca serenità che un ragazzotto di vent’anni. Continua a leggere “Balotelli, Gallagher e la retorica dei calciatori modello”