Ecco il film di “Eddie the Eagle”. La storia di uno strano perdente

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La storia di Eddie the Eagle è una rima comica scritta nei versi melodici delle poesie olimpiche, ma anche l’esempio più bizzarro di cosa significhi credere fino in fondo al proprio sogno, e di come lo sport sappia trasformare uno sconfitto in vincente. È il romanzo di un nerd che potrebbe essere il tuo compagno secchione del liceo, ma che desiderava solo una cosa: partecipare ai Giochi a cinque cerchi. Dell’atleta britannico di fine anni Ottanta si torna a parlare in questi giorni: al Sundance film Festival è stata presentata la pellicola a lui dedicata. Un film che ha convinto molti critici, per quanto si prenda alcune libertà, a partire dalla figura di Bronson Peary (interpretato da Hugh Jackman), ex-campione statunitense di salto dal trampolino e allenatore in Germania di Eddie, che però nella realtà fu seguito da due trainer americani professionisti, per altro a Lake Placid.

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Verso Sochi – Haugen e un bronzo vinto a 86 anni

52556Il sorriso è quello dell’ottantenne cui hanno fatto una sorpresa inaspettata, un dolce regalo che lo riconcilia con la sua gioventù e con quel salto che, 50 anni prima, aveva spinto Anders Haugen a pochissimi centimetri dalla felicità della medaglia. Chissà quante volte l’ex saltatore statunitense era tornato col pensiero a quel volo dal trampolino di Chamonix ai primi giochi sulle nevi del 1924: per pochi centimetri gli era sfuggito il terzo posto. Chissà quanti pensieri sullo stacco, sull’angolatura degli sci, sui movimenti non fatti che avrebbero potuto spingerlo più in là. Ma il tempo è galantuomo e la storia è proseguita in modo bizzarro, premiando Haugen quando ormai aveva 86 anni. Rendendolo così l’atleta medagliato più anziano della storia. Continua a leggere “Verso Sochi – Haugen e un bronzo vinto a 86 anni”