Chiamarsi Rossi e segnare al Barça: una sfera impazzita per uscire dall’anonimato

C_4_articolo_2031211_upiImageppAmmettiamolo: quanti di noi, quando hanno sentito che Fausto Rossi ha castigato il Barcellona, hanno sollevato un sopracciglio con aria di spaesamento? «Fausto chi?», era la domanda che ci facevamo. I più superbi avranno finto di conoscere il ragazzo, che «sarà uno dei tanti che con quel cognome hanno battuto negli ultimi anni la A», e che, «eccerto, non ti ricordi?» ora è in Spagna a tentare fortuna. Tanti altri avranno ammesso la propria ignoranza e, con curiosità, si saranno messi a cercare qualche notizia in più su di lui, che sarà anche uno dei tanti Rossi che hanno giocato a casa nostra (e neanche il più famoso), ma per un giorno è uscito dall’anonimato del suo inflazionato cognome. Continua a leggere “Chiamarsi Rossi e segnare al Barça: una sfera impazzita per uscire dall’anonimato”

Il calcio in Italia è in crisi. Ma è solo colpa degli ultras?

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Articolo interessante da “Contropiede.net” – «Gli ultras sono la rovina del calcio». È oramai la frase più sentita e inflazionata sulla bocca di scrive e parla di pallone, a condannare i tanti eccessi che ogni week end provengono dalle curve o dagli ambienti più o meno limitrofi: razzismo, violenza, intemperanze, prepotenze. Se ne parlava giusto pochi giorni fa su questa testata, incappando in una serie di errori che testimoniano un giudizio fintanto affrettato sul caso: perché se si parla del derby di Genova e del suo spostamento dalle 12.30 alle 20.45 non si può scordarsi di dire che i cosiddetti “lunch match” non sono stati inventati per motivi di ordine pubblico, bensì per asservire i desideri delle sempre più imperanti pay-tv, e che la concomitanza con la fiera di Sant’Agata difficilmente avrebbe giovato al derby, ma anzi si sarebbero rubati partecipanti (e quindi incassi) e che in qualsiasi città, a maggior ragione nell’intricata Genova, due eventi tanto frequentati e così vicini avrebbero per lo meno creato intasamenti e traffico. Continua a leggere “Il calcio in Italia è in crisi. Ma è solo colpa degli ultras?”

Con Facca e i friulani il Lecco rivive gli anni della Serie A

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Personalmente credo che ogni tifoso, soprattutto quella specie in via d’estinzione che segue il piccolo club della sua città, dovrebbe attendere come manna dal cielo qualsiasi libro, opuscolo o pubblicazione riguardante la storia del proprio club: in questo gli inglesi ci stanno avanti, e hanno capito alla perfezione che il senso di appartenenza ad una maglia cresce, tra tifosi e giocatori, al pari di quanto si conosce quanto lontano sono arrivati quei colori, quali sono le loro origini, le loro pagine più preziose, gli eroi che le hanno scritte, quelli che è meglio dimenticare, ecc… Per questo merita attenzione il libro di Renato Favretto, Quando i friulani giocavano in serie A, che risponde ai desideri di chi vuole conoscere meglio la storia della Calcio Lecco nel suo periodo più felice, gli anni Sessanta e la Serie A, seguendo le avventure di Vinicio Facca, terzino silenzioso ed elegante, con la maglia bluceleste sceso in campo quasi 230 volte. Continua a leggere “Con Facca e i friulani il Lecco rivive gli anni della Serie A”

Amauri risorge. In barba ai gobbi

Il calcio a volte sa essere proprio strano, giocando con coincidenze particolarmente saporite. Prendi Amauri (Amauri o Amaurì? Bah, quando gioca male lo chiamano in un modo, quando segna in un altro): quanto lo hanno odiato in questi due anni i tifosi juventini? Quanto c’ha messo la dirigenza bianconera a scaricarlo? Eppure se da ieri i gobbi sono in testa devono ringraziare proprio “Mocio Vileda”: il suo destro è stato un chiodo che s’infilava secco nelle gomme della difesa rossonera, il Milan era un auto in panne costretta a fermarsi dal meccanico, e la Juve senza troppi patemi poteva superare e tornare in testa. Continua a leggere “Amauri risorge. In barba ai gobbi”

Dalla serie A all’oratorio. Il Mondo e la sua voglia di vivere

A guardarlo in faccia ti rendi conto che è più di un semplice allenatore. Nelle sue parole e nei suoi occhi non noti risentimento, o rabbia: l’esonero lampo dalla panchina del Novara potrebbe averlo giustamente reso furioso. Per Emiliano Mondonico, sono stati solo 35 giorni, poco più di un mese alla guida di una squadra rappezzata in qualche modo, disperatamente in lotta per salvarsi dalla retrocessione: l’incredibile successo a San Siro contro l’Inter, diversi ko in altre partite, poi l’esonero. Ne avrebbe di motivi per essere arrabbiato. Eppure nelle sue parole non c’è un filo di stizza: “Sono solo grato al Novara, per me è stata la prova del 9. Ho avuto l’occasione di capire se potevo ritornare a fare l’allenatore o se non me la sentivo più. Ecco, sono riuscito e sono uscito vivo da quest’avventura. Mi ha dato morale e mi ha confermato che posso ancora farcela”. Continua a leggere “Dalla serie A all’oratorio. Il Mondo e la sua voglia di vivere”

Arsenal – Milan: questo strano ed emozionante elogio dell’imperfezione

Continui a osservare la foto dell’occasione avuta da Van Persie: è il 13’ del secondo tempo, e l’olandese sta tentando un cucchiaio su Abbiati. Se segna è 4-0, e la rimonta sarebbe completa. Ma il portiere rossonero dice di no, e sventa il tentativo. Nell’immagine, tra il sospiro trattenuto dell’attaccante olandese e l’attesa di tutto il pubblico dell’Emirates Stadium, cogli sullo sfondo un tifoso che ha già le mani al cielo. Assapora l’impresa: è fatta, pare dire. Recuperato il 4-0 dell’andata. La storia ha scritto un suo capitolo qui oggi, davanti ai miei occhi. Invece tutto è costretto a svanire, tutto sfuma sul lattice del guantone del portiere milanista. Continua a leggere “Arsenal – Milan: questo strano ed emozionante elogio dell’imperfezione”