Quanto ci piace l’inglese di Guidolin

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Sembra un elefante in una cristalleria Francesco Guidolin quando parla inglese, un funambolo che tenta di destreggiarsi con delicatezza tra le insidie della lingua britannica, ma inevitabilmente balbetta e sbaglia. Eppure non si può non provare simpatia per lui e per quel tono così educato con cui si è presentato al calcio d’Oltremanica, sforzandosi in tutti i modi di farsi conoscere con l’idioma a lui meno congegnale: «Now is, presto come si dice, early… period, ten days, strano strange come si dice…». Chi fa il professorino se non altro ora dovrebbe fargli i complimenti, perché confrontando la prima conferenza stampa di due settimane fa con quella tenuta martedì sera, dopo l’1-1 col West Brom, si nota come il suo inglese migliori sempre di più e i tentennamenti siano ridotti al minimo. Quando poi non riesce a comprendere fino in fondo una domanda, non si fa problemi a dirlo con gentilezza «I don’t understand, excuse me».

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“Swim away Cardiff”. Ma a perdere è lo Swansea

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Succede a Cardiff. Dove il South Wales Derby era atteso da tempo. Perché per la prima volta due compagini calcistiche gallesi si incrociavano in Premier. Il traguardo è l’esito dell’annata meravigliosa appena conclusa, dove il grande calcio sembra aver scelto di fermarsi proprio da queste parti: Bale che diventa il trasferimento più pagato di sempre e Giggs che taglia le 1000 presenze in Premier; lo Swansea che vince la League Cup e appunto il Cardiff che centra il ritorno tra le grandi inglesi, vincendo agevolmente la Championship. Continua a leggere ““Swim away Cardiff”. Ma a perdere è lo Swansea”