Di Canio “razzista”: solito polpettone in salsa british?


Si faceva festa a Swindon:
 i railwaymen hanno centrato giusto tre settimane fa la promozione in League One, e la città si coccolava il suo mister, Paolo Di Canio, leader e artefice di questo successo. Ma domenica è arrivata una notizia che ha incrinato il clima di gioia: l’ex giocatore di Lazio e West Ham è infatti al centro di un’indagine della FA, aperta in seguito alle accuse di insulti razzisti verso un suo giocatore, Jonathan Téhoué, arrivato allo Swindon in prestito dal Leyton Orient.

Téhoué era agli ordini di Di Canio da marzo. Dopo solo tre partite è stato escluso dall’undici dei titolari, per scelta tecnica: «Non è così forte come pensavo che fosse», aveva spiegato l’allenatore. «Ho calciatori migliori di lui, nel comportamento e nel modo di giocare. È impossibile pensare che Téhoué scenderà ancora in campo». Continua a leggere “Di Canio “razzista”: solito polpettone in salsa british?”

Due o tre cose che Barça-Chelsea ci può insegnare…

La mano di Cech è protesa verso il cielo. Il pallone pare distante: saranno pochi centimetri, che però sembrano quasi chilometri. Invece la sfera si stampa sulla traversa: è un impatto fragoroso, in cui pare di sentire il rumore che fa un titano quando crolla su di sé. Qui si sono infranti i sogni del Barcellona degli extra-terrestri, incapace di avere la meglio di un Chelsea operaio e ordinato, bravo a difendersi con un catenaccio d’autore e a ripartire rapido di rimessa. Continua a leggere “Due o tre cose che Barça-Chelsea ci può insegnare…”

«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea

A guardare i protagonisti della vittoria di ieri del Chelsea contro il Napoli, appare evidente una cosa: sono tutti della vecchia guardia. C’è Didier Drogba, che ieri ha aperto le marcature e sembrava indomabile, ben lontano dallo spettro che nei mesi scorsi doveva spesso accomodarsi in panchina. C’è John Terry, che contro i partenopei ha messo una pietra sopra le tante critiche di razzismo delle settimane scorse, e ha guidato sicuro e sereno la sua squadra alla vittoria, siglando anche la rete del 2-0. C’era Frank Lampard a giganteggiare tra gli avversari, a riprendersi le chiavi di un centrocampo che quest’anno tanto aveva sentito la sua mancanza. E poi Ashley Cole, Branislav Ivanovic, Michael Essien… Giocatori che vestono in Blues da diversi anni, che parevano finiti quando, fino a pochi giorni fa, a guidarli era Villas Boas: alcuni di loro, all’andata al San Paolo, erano addirittura finiti in panchina. Continua a leggere “«Torniamo a divertirci». Così Di Matteo ha risvegliato i vecchietti del Chelsea”