Dele Alli, i piedi gentili del domani inglese

Dele-AlliÈ il futuro dell’Inghilterra Dele Alli, un nome così poco British ma assai gradito per un popolo che aspetta da tempo una nuova infornata di campioni. Ma che siano veri, capaci cioè di lasciare la propria impronta anche con la maglia dei Tre Leoni, che ormai a Europei o Mondiali non fanno in tempo ad arrivare che devono già tornarsene a casa. Illudendosi, ogni anno, di aver trovato il talento giusto cui aggrapparsi, sia Owen o Walcott, Oxlade-Chamberlain, Downing o Crouch. Il 20enne centrocampista del Tottenham è nel giro della Nazionale da ottobre, e il bel calcio che quest’anno gli Spurs stanno mettendo in scena direbbe che in Francia, a giugno, tra i prescelti di Hodgson vedremo pure lui. I gioielli confezionati contro la nazionale transalpina a novembre e, ancor di più, contro il Crystal Palace lo scorso gennaio hanno spinto alla ribalta questo ragazzino, dal piede gentile e le forme già nerborute. Continua a leggere “Dele Alli, i piedi gentili del domani inglese”

Blanchflower, gli Azzurri e quella battaglia a Belfast

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Fascia da capitano sul braccio, maglia verde orgogliosa addosso, Danny Blanchflower quel 4 dicembre 1957 avrebbe preferito di sicuro spenderlo giocando una partita di calcio diversa. Oggi ricorrerebbe il 90esimo compleanno dell’ex-centrocampista nordirlandese, se nel 1993 una polmonite non avesse portato alla morte il talento di Belfast esploso tra anni Cinquanta e Sessanta al Tottenham. La sua storia è il carotaggio in un mondo sportivo antico, dove prima di essere calciatore poteva capitarti di essere stato pure soldato in guerra (e Danny lo fu, con la Royal Air Force, alla quale ingannò sulla sua età pur di arruolarsi), per poi trovarsi nel giro di poche stagioni a guidare gli Spurs di Londra a vincere campionato e FA Cup, impresa mai successa prima nel XX secolo. È la maschera dai lineamenti esuberanti di un ragazzotto nord-irlandese coi capelli rossi, testimone del gap minimo – all’epoca – tra calcio e fabbrica: non fosse stato per il pallone, Blanchflower era promesso a fare l’operaio in un’azienda di sigarette.

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Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?

«Tanto c’ha ragione chi fa gol!» Era la canzonatoria verità raccontata dalla sigla di un noto programma sportivo italiano di qualche anno fa. Un ritornello che sembrava di sentire rimbombare anche questo weekend dagli spalti di Wembley, dove sono andate in scena le due semifinali di ritorno di Fa Cup. Il tempio del calcio inglese ha ospitato due grandi match, che hanno premiato con l’accesso in finale Liverpool e Chelsea, spinte dalle reti di due attaccanti tanto messi in dubbio quest’anno quanto decisivi in coppa: Andy Carroll e Didier Drogba.

Il primo ha solo 23 anni e in questa stagione è stato il giocatore che più c’ha messo la faccia per pagare il flop di Dalglish: l’ottavo posto dei Reds è una delusione infinita, mitigata parzialmente dalla vittoria in Carling Cup dello scorso febbraio. Continua a leggere “Carroll e Drogba. Quanto è bello essere bolliti in FA Cup?”

Muamba e quel biglietto regalato a un cardiologo

Il suo nome è stato sulla bocca di tutti per una settimana. Tutti sapevano chi era: «Ah sì, quel giocatore che è collassato in campo in Inghilterra». Per una settimana ogni giorno eravamo informati sulle sue condizioni di salute, ogni giocatore tributava il suo omaggio a questo ragazzo. Maglie, striscioni, applausi. C’è chi è arrivato dagli Stati Uniti (Henry) per stare vicino a un amico, chi ha dedicato un gol (Cahill) all’ex-compagno di squadra. E poi ieri, il bellissimo saluto del Reebok Stadium: una coreografia che copriva tutta la tribuna laterale riportava il nome del giocatore, che veniva inneggiato da tutti i presenti, tifosi ospiti e di casa.

È evidente quindi che il dramma di questo ragazzo ha colpito e interrogato tutti. Forse c’è tanto formalismo, è vero, in alcune esternazioni: penso a tante t-shirt buoniste, apparse qua e là addosso a tanti campioni, dove è lecito il dubbio sulle loro vere intenzioni (reale partecipazione, o solo moralistica apparenza?). Continua a leggere “Muamba e quel biglietto regalato a un cardiologo”

Muamba e quei 10 secondi di White Hart Lane

Nell’angoscia che era ieri pomeriggio White Hart Lane c’è stato un istante in cui sullo stadio è piombato il silenzio: saranno stati forse solo 10 secondi, una brevissima parentesi, ma per quell’attimo ogni voce si è fermata di fronte all’assurdo dramma di Fabrice Muamba. Solo pochi istanti: cresceva il coro di tanti tifosi che ripetevano il nome del povero giocatore collassato al suolo colpito da infarto, quasi ad esorcizzare quel momento di paura e di dolore. Ma anche quel coro si è interrotto in quel momento. Ogni cosa è parsa impotente di fronte a quel ragazzo di neanche 24 anni che stava lottando sul campo, pancia a terra, faccia impietrita. Per 10 secondi 30mila spettatori si sono scontrati fino in fondo col dramma di quel calciatore. Continua a leggere “Muamba e quei 10 secondi di White Hart Lane”

Arsenal e Tottenham. Maledizione Kournikova

L’Arsenal sbeffeggia per un tempo il Milan, in 45 minuti lo manda ko con tre ganci diretti al volto, ma alla fine, lingua di fuori e gambe indurite, deve salutare la Champions. Il Tottenham per 65 minuti non fa quasi vedere il pallone allo United, rischia di passare in vantaggio più di una volta, ma poi si deve arrendere ad un 3-1 che sa di batosta. Insomma, negli ultimi 5 giorni il calcio inglese ci ha insegnato che sul campo non bastano classe, numeri d’alta scuola e bel gioco: ciò che detta legge in campo è la concretezza.

Non che sia una grande scoperta, per carità. Tuttavia, sembra che questa legge stia diventando la cosa sempre più imperante di questa strana Premier, Continua a leggere “Arsenal e Tottenham. Maledizione Kournikova”

Ripescaggi, santi e armamenti. Domenica si gioca il North London Derby

In campionato distano dieci punti, e se i Gunners cercheranno di riprendersi dopo la figuraccia di settimana scorsa contro il Milan, gli Spurs proveranno ancora a stupire con bel gioco e tanti gol, sperando di avere presto risposte sul futuro di Redknapp. Geograficamente invece, distano una manciata di miglia l’una dall’altra, e si affrontano da più di un secolo, dando vita a una delle classiche del calcio inglese: il North London Derby. Questi sono gli ingredienti della sfida di domenica pomeriggio: all’Emirates Stadium si preannuncia una partita appetitosissima.
Arsenal contro Tottenham è un’altra delle tante stracittadine che Londra può offrire. Una rivalità molto sentita, la cui origine va ricercata nel 1913: in quell’anno l’Arsenal, club nato dai lavoratori di un deposito d’armi a sud-est della città, sposta la sua casa, andando a stare ad Highbury, zona nord. Poco più in là, ci stava White Hart Lane, lo stadio del Tottenham Hotspur, Continua a leggere “Ripescaggi, santi e armamenti. Domenica si gioca il North London Derby”