Quanto ci piace l’inglese di Guidolin

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Sembra un elefante in una cristalleria Francesco Guidolin quando parla inglese, un funambolo che tenta di destreggiarsi con delicatezza tra le insidie della lingua britannica, ma inevitabilmente balbetta e sbaglia. Eppure non si può non provare simpatia per lui e per quel tono così educato con cui si è presentato al calcio d’Oltremanica, sforzandosi in tutti i modi di farsi conoscere con l’idioma a lui meno congegnale: «Now is, presto come si dice, early… period, ten days, strano strange come si dice…». Chi fa il professorino se non altro ora dovrebbe fargli i complimenti, perché confrontando la prima conferenza stampa di due settimane fa con quella tenuta martedì sera, dopo l’1-1 col West Brom, si nota come il suo inglese migliori sempre di più e i tentennamenti siano ridotti al minimo. Quando poi non riesce a comprendere fino in fondo una domanda, non si fa problemi a dirlo con gentilezza «I don’t understand, excuse me».

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