Verso Sochi – “Last man standing”: a lezione di fortuna da Steven Bradbury

Australia's gold medalist Steven Bradbury rounds final turn as (from left) USA's Apolo Ohno (369), Canada's Mathieu Turcotte and Korea's Hyun-Soo Ahn crash into wall. 2002 Winter Olympics, Salt Lake Day 09 Short Track Men's 1000 Finals SL Ice Center/SLC,

Dopo quelle Olimpiadi del 2002 è diventato una star più o meno ovunque. Specie in Australia, la sua terra, dove il suo cognome, Bradbury, è andato a coniare una formula (“do a Bradbury”) che indica un colpo di fortuna, un successo totalmente inaspettato, proprio come quello che fece lui, Steven, nei giochi olimpici di Salt Lake City del 2002. Ma c’è di più: oltre al vocabolario, si è scomodata pure la filatelia della terra dei canguri che ha stampato un francobollo che immortala il pattinatore australiano subito dopo quel momento che gli ha cambiato la vita: la faccia da folle, i capelli biondi ossigenati sparati in aria. Era l’omaggio di tutta la nazione al primo atleta dell’emisfero australe premiato con un oro ai giochi invernali nello short track, il pattinaggio in velocità. E il “Last man standing”, come lui stesso si battezza nella sua autobiografia, è un personaggio che ha una storia tutta da raccontare. Continua a leggere “Verso Sochi – “Last man standing”: a lezione di fortuna da Steven Bradbury”