Acquisti oculati, cessioni milionarie e giovani investimenti: il successo del modello Porto

Gli è bastato uno 0-0 abbastanza noioso contro la Dinamo Kiev. Massimo del risultato con il minimo sforzo per il Porto, primo club qualificato agli ottavi di Champions League insieme al Malaga. I lusitani sono in testa al gruppo A, terra di un confronto singolare: appena dietro di loro, infatti, c’è il PSG di Ibra, Lavezzi e Thiago Silva. Corrono i francesi sì, ma un mese fa hanno dovuto inchinarsi al gioco arrembante dei bianco-blu, vincenti 1-0 nello scontro diretto. E pensare che sono due mondi quasi paralleli quello parigino e quello dei Dragões, due universi calcistici letteralmente agli antipodi, stranamente accomunati da una cosa: il portafoglio sempre aperto. Ma se in Francia le casse sono spalancate per le spese in uscita, nella capitale portoghese si registra un boom di flussi economici nel senso opposto: le entrate. Continua a leggere

I 15 anni che hanno cambiato il calcio tedesco

Il Borussia strapazza in casa il Real, lo Schalke fa l’impresa ed espugna l’Emirates Stadium, là dove nessun club straniero è riuscito mai a vincere, e un Bayern pragmatico vince facile contro il Lille recuperando la testa del girone. Se c’era bisogno di un’ulteriore conferma, le notti europee di questa settimana ce l’hanno data chiara: il calcio tedesco è in crescita costante. E non possiamo più limitarci ad applaudire le belle partite della corazzata Germania, la Nazionale teutonica che negli ultimi anni ha stupito tutti con giovani leve sempre pronte, gioco frizzante e titoli sfumati sul più bello (negli ultimi dieci anni tra Mondiali ed Europei non sono mai andati più indietro del terzo posto). Ora la crescita del calcio tedesco ha attecchito nel migliore dei modi anche nei club: il livello della Bundesliga si alza di anno in anno, le rose si fanno sempre più competitive e anche il calcio europeo deve riconoscere i successi del modello tedesco.

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Hart, il segreto per diventare il migliore ha un nome italiano: Battara

L’emblema della vittoria del City sul Wba sta tutto nella manona aperta di Joe Hart sulla rovesciata di Lukaku: il tempo è agli sgoccioli, il continuo capovolgersi di fronte anima un match parcheggiato sull’1-1 per le reti di Long e Dzeko, la giovane punta belga prova un potente colpo a sorpresa. Ma il portierone inglese vola a dirgli di no, compiendo una delle parate più belle della giornata. Il resto è cronaca: i Baggies battono male il corner, il City ribalta velocemente l’azione con Aguero che serve in mezzo Dzeko, freddo a fulminare Foster per un incredibile 2-1. Continua a leggere

Inizia la Champions. Ecco quanto rende ai club, milione per milione

Maicosuel quanto ci sei costato. Se lo staranno chiedendo ancora i tifosi dell’Udinese, dopo che il goffo cucchiaio dell’attaccante brasiliano ha escluso la squadra friulana dalla prossima Champions League, relegandola in Coppa Uefa. Quella retrocessione in termini economici pesa oro, specie se si guarda i benefici destinati ai club che partecipano alla 20esima edizione della coppa con le orecchie, al via oggi. C’è un dato che parla chiaro, e mette a confronto gli introiti di un anno fa: gli 8 milioni e 200mila euro raccolti dalla Dinamo Zagabria, squadra che nella scorsa Coppa Campioni ha sempre perso incassando la bellezza di 22 reti in 6 partite, distano poco dai 10 e 500mila dell’Atletico Madrid, vincitore dell’Europa League dopo un lungo cammino tra partite del girone e match ad eliminazione diretta (ma gli spagnoli sono una mosca bianca nel monte benefici della Coppa Uefa, dove chi è uscito ai gironi non è riuscito ad andare oltre i 2 milioni di euro). Continua a leggere

Liverpool, poco importa l’1-1. La prima vittoria è arrivata in settimana

Allo Stadium of Light sabato si inseguivano motivazioni e sentimenti diversi. Uno su tutti caricava l’aria di Sunderland di dolore cristallino, facendo rima con un numero che in casa Liverpool è sinonimo di strage: 96, come le vittime che 23 anni fa persero la vita nella tragedia di Hillsborough. La pubblicazione in settimana dell’indagine su quella strage è stata accolta in casa Reds con un misto di umori, che va dal favore di chi è più di vent’anni che aspetta la verità, alla rabbia per una lunga trafila di menzogne, infamie e silenzi. E una grande attesa per la giustizia che c’è all’orizzonte, ieri riassunta sulle maglie nere con cui il Liverpool si è presentato in campo, dove quel numero, 96, svettava eloquente sulle spalle. Cifre che pesano sulla schiena di questi ragazzi: alcuni non erano neppure nati all’epoca di Hillsborough (Borini, Kelly, Sterling, Shelvey), altri quelle immagini le ricordano scolpite nella loro infanzia, come Steven Gerrard, nato e cresciuto in città, che su quegli spalti ha perso un cugino di soli 10 anni. Continua a leggere

Giusto valorizzare i giovani calciatori italiani, ma attenti a trattarli come “salami”

È stato un grande passo avanti la riunione di ieri. Dodici club di Serie A si sono incontrati a Milano per decidere sulla nascita di un campionato riserve per la prossima stagione, una sorta di lega dove poter far giocare i propri giocatori in esubero, come accade già in Spagna e Germania. La prossima settimana i 12 presidenti si rincontreranno per cercare di dare una forma chiara alle idee emerse ieri da presentare poi all’Assemblea della Lega, ma tutto lascia intendere che una lega per squadre “B” potrebbe essere una soluzione. Continua a leggere

53 secondi per sognare, 68 minuti per rompersi. Il dramma di Carroll

53 secondi. È il tempo che è bastato ad Andy Carroll per infiammare Upton Park e lanciare un segnale a chi aveva lasciato perplesso lo scorso anno. Meno di un minuto e la punta di scuola Newcastle “spizzava” un bel pallone profondo, dando il la all’azione che avrebbe portato in gol Kevin Nolan, per l’1-0 degli Hammers sul Fulham. Era solo la prima di tante azioni di un West Ham straripante, bravo a sfruttare al meglio le torri aeree dell’ex-attaccante del Liverpool e ad organizzargli intorno gli inserimenti veloci di Nolan e Diame, per un sonoro 3-0 al triplice fischio. Continua a leggere